Come gestire la volatilità nelle criptovalute

Non pensavo che nella mia vita avrei avuto il privilegio di assistere alla nascita di un grande ciclo economico, invece di leggerlo soltanto nei libri di storia.

L’avvento della blockchain e delle criptovalute ci permette oggi di ripercorrere le stesse fasi della famosa epopea delle “dotcom” degli anni ’90 del XX secolo.

Per chi fosse troppo giovane per ricordarlo, parlo dell’avvento di internet e di tutte le società ad esso correlate, che negli anni ’90 vennero quotate in borsa creando uno dei più famosi eventi speculativi della storia recente.

Quando si pensa a questi eventi del passato, ci si ricorda soltanto la fase finale in cui i prezzi precipitano e molte società chiudono i battenti.

Per questo in genere si parla della “bolla” delle dotcom, alludendo a qualcosa che finisce quasi sempre in tragedia.

Si ricordano molto meno invece i guadagni stellari ottenuti nei dieci anni precedenti lo scoppio della bolla.

Le “bolle” sono fenomeni molto lunghi che attraversano molte fasi, di cui solo l’ultima è pericolosa, mentre tutte le altre permettono guadagni impensabili in condizioni “normali”.

In più, ormai la storia ci permette di individuare e prevedere le fasi delle bolle di oggi confrontandole con quelle del passato, garantendo un maggior controllo della situazione.

Con le conoscenze storiche che abbiamo, lasciarsi sfuggire una “bolla” (come quella delle criptovalute) enormemente più redditizia di quella degli anni ’90, è un vero suicidio finanziario.

Le bolle non sono una strana eccezione dei mercati che speriamo un giorno di evitare.

Sono invece un fenomeno del tutto fisiologico dell’economia che permette all’intera baracca di non crollare.

Se l’economia fosse quel mondo piatto e uniforme che alcuni sognano, senza quegli aumenti incontrollati di valore necessari per creare innovazione e salti di civiltà, noi saremmo da tempo tornati all’età della pietra.

Lo stesso vale a livello dell’investitore individuale.

Se non approfitti dell’enorme plusvalore di una bolla, non accumulerai abbastanza soldi da resistere alle crisi successive.

Quindi lasciamo da parte le illusioni e guardiamo in faccia l’economia quale davvero è, nella sua verità storica, che comprende anche l’esistenza delle bolle.

Tornando a noi, dicevo che il fenomeno delle criptovalute ci permette di ripercorrere la famosa “bolla” delle dotcom e di rivivere in prima persona tutte le fasi storiche di quell’evento.

E’ bene precisare che la bolla delle dotcom è molto diversa ad esempio dalla famosa bolla dei tulipani del ‘600.

Le bolle non sono tutte uguali. Alcune, come appunto quella dei tulipani, sono solo delle mode senza un corrispettivo nell’economia reale.

La bolla delle dotcom e quella delle criptovalute invece sono l’espressione finanziaria di un fenomeno di economia reale talmente innovativo da rompere schemi economici, sociali e politici che sembravano eterni.

Si tratta perciò di qualcosa di più serio di una moda passeggera.

In particolare, la bolla delle criptovalute nasce con l’avvento delle blockchain, cioè quei sistemi di criptaggio delle informazioni che sta rivoluzionando non solo il campo finanziario e monetario, ma anche il modo in cui verranno trattati i dati in qualsiasi altro ambito della vita umana.

L’invenzione delle blockchain rende inutile doversi affidare a entità esterne per garantire la sicurezza dei nostri dati.

Ogni informazione racchiusa nella blockchain diventa automaticamente sicura e inattaccabile senza l’aiuto di alcun “garante”.

In prospettiva, l’inutilità della centralizzazione delle informazioni toglie il terreno sotto i piedi alle banche e agli stati, che temono il giorno in cui la gente si accorgerà di poterne fare tranquillamente a meno.

Questo per spiegare a grandi linee le dimensioni del fenomeno.

Tornando però al nostro discorso “speculativo”, personalmente sono d’accordo con molti analisti, quando sostengono che al momento i capitali che entrano nelle criptovalute sono per la maggior parte attirati dai veloci ritorni economici, piuttosto che dalla validità dei progetti tecnologici che ci stanno dietro.

Questa bolla dunque è ancora nelle sue fasi iniziali “speculative” in cui non viene adeguatamente valutato dal mercato il vero valore di alcuni progetti.

Perciò, in certi momenti vanno su un pò tutte le cirptovalute, senza molte differenze fra quelle valide e quelle che lo sono meno.

E in altri momenti, la volatilità trascina giù un pò tutto, senza distinzioni fra le valute che meritano davvero un deprezzamento e quelle che invece sono ancora sottovalutate rispetto al loro grande valore.

Una bolla nelle sue prima fasi, si comporta proprio in questo modo: alta volatilità spesso priva di senso economico

Chi è entrato solo ora nel mondo delle criptovalute, potrebbe fare fatica ad affrontare la grande volatilità di questo mercato, soprattutto quando funziona a ribasso, ovviamente.

Il fatto che ethereum scende di 50 dollari in un giorno può sembrare allarmante…

Ma chi investe da più tempo in criptovalute, ha già visto ad esempio che ethereum (e parliamo della migliore valuta mai realizzata nella blockchain) costava un tempo 8 dollari, poi è passata a 21 dollari, poi a 6 dollari e a un tratto in pochi mesi è arrivata a 400 dollari!

La volatilità è parte integrante del sistema, non solo perché, come abbiamo detto, la gente investe senza conoscere veramente il valore di alcuni progetti, ma anche perché siamo in un mercato ancora poco liquido, cioè con ancora troppo pochi investitori e capitali investiti.

Al momento in cui scrivo, il “criptomercato” ha un flusso di capitali di appena 200 miliardi, che sono nulla paragonati ai 70 trilioni (milioni di miliardi) delle borse mondiali, agli 82 trilioni del forex e persino ai 7 trilioni dell’oro.

Più aumentano i capitali e gli investitori, più il numero delle transazioni aumenta e gli alti e bassi finiscono col calmierarsi spontaneamente.

Quindi, finché non si arriverà ad un flusso di capitali molto maggiore, investire in questa bolla nelle sue fasi iniziali, significherà dover fare i conti con la sua elevata volatilità.

Ho sempre detto che investire nelle criptovalute è come investire in un’azienda come Google o Microsoft all’inizio della loro “carriera”.

Anche se ti fossi trovato nella bolla delle dotcom, avresti dovuto affrontare alti e bassi vertiginosi e spesso inspiegabili.

Ma se fra gli alti e bassi di fine anni ’80 tu fossi riuscito a individuare ad esempio Microsoft e a investirci sopra, le cose sarebbero andate in un certo modo, che ora ti spiegherò.

Microsoft è il classico esempio di una società nata nell’era delle “dotcom” che però ha superato la fase iniziale della bolla e ha continuato a svilupparsi anche nei decenni successivi, fino a modificare realmente la vita delle persone in tutto il mondo e a raggiungere una quotazione infinitamente più alta di quella che aveva nella bolla delle dotcom.

Dal 1986 al 2000, il prezzo di un’azione Microsoft è salito infatti da 10 centesimi a oltre 50 dollari:

In pratica, ogni 1000 dollari investiti in Microsoft hanno reso 500.000 dollari!

Il grafico sopra però è troppo di lungo periodo per mostrare nel dettaglio quanto fosse complicato investire in quegli anni.

Facciamo invece una “zoommata” al primo decennio di vita di Microsoft , così avrai un’idea di che gran mal di testa fosse avere negli anni ’80 questo titolo in portafoglio:

Come vedi, la volatilità di Microsoft nel primo decennio della sua nascita era molto più alta di ethereum, bitcoin e tutte le altre criptovalute che occupano la “top 100”, cioè le valute più importanti per capitalizzazione.

Se ora ti spaventa tanto vedere andare su e giù le tue criptovalute, pensa ogni tanto a cosa combinavano Microsoft e i suoi cuginetti quando erano ancora “giovani”!

In seguito, negli anni ’90 questa volatilità si è andata gradualmente moderando, non solo grazie alla qualità dell’azienda in sé, ma anche grazie al fatto che le borse degli anni ’90 erano molto più liquide, cioè vi erano molti più investitori e capitali che in qualche modo ammortizzavano e diluivano le transazioni:

Questo esempio ci dimostra che Microsoft dava certamente degli ottimi guadagni di breve termine nelle prime fasi della bolla (per chi era in grado di cavalcare la sua alta volatilità), ma il vero guadagno è stato ottenuto avendo la freddezza di mantenere Microsoft nel lungo termine, a dispetto dell’alta volatilità.

Quindi il, segreto per investire in una bolla è saper individuare i Microsoft e i Google ancora nascosti nel mare di titoli speculativi che vanno su e giù senza un valido motivo e tenerli a lungo termine per ottenere guadagni molto elevati.

Ma questo è solo una parte della strategia.

Volendo elencare tutto ciò che dovresti sapere per cavalcare questa bolla, ecco ciò che mi sembra si possa imparare dal confronto con Microsoft e le dotcom:

  • più entri precocemente in una bolla, più alti saranno i rendimenti quando arrivi alla fine della bolla
  • in un mercato “giovane” la volatilità aumenta nelle fasi iniziali della bolla e diminuisce man mano che aumentano i capitali e gli investitori
  • se entri nel mercato quando è ancora “giovane”, devi selezionare con attenzione i progetti più validi su cui investire a lungo termine separandoli dai progetti soltanto “speculativi” da tradare nel breve termine (e dovrai gestirli diversamente)
  • una volta scelti i tuoi investimenti a lungo termine, questi vanno mantenuti sfruttando i momenti di forte ribasso per aumentare le quote investite o comprare nuove valute valide a prezzi vantaggiosi capaci di dare alti ritorni in poco tempo
  • infine devi suddividere gli elevati rendimenti ottenuti: una parte li userai per fare altri trade speculativi e un’altra parte per incrementare le quote dei tuoi investimenti a lungo termine, che costituiscono la tua riserva di valore capace di darti rendimenti elevatissimi a lungo termine.

In sostanza, è essenziale saper distinguere dove investire a lungo termine e dove speculare nel breve termine, gestendo i rendimenti con una sapiente strategia della liquidità per cavalcare l’intera bolla e ottenere il massimo rendimento nel lungo termine.

In due parole: devi arrivare al termine della bolla con un capitale enormemente superiore a quello iniziale, altrimenti i tuoi sforzi saranno stati del tutto inutili.

Ma per ottenere questo risultato, è necessario sapere bene in cosa stai investendo, per quanto tempo e cosa fare del rendimento ottenuto.

Gli abbonati al nostro servizio “BlockchaiTop” ad esempio sono assistiti in tutti questi aspetti, non solo nel trading speculativo.

BlockchainTop non si limita a inviare degli ottimi segnali di trading che puoi copiare sulla tua piattaforma per piazzare dei bei trade.

Come abbiamo spiegato in altri articoli, il 70% del rendimento che ottieni dalle criptovalute, non ti viene dai trade, ma dalla gestione della liquidità ottenuta e soprattutto dal mantenere a lungo termine alcune valute selezionate come riserva di valore.

Poiché sappiamo bene questo, il nostro team gira il mondo alla ricerca dei progetti più interessanti legati alle criptovalute ed è capace di segnalarteli per investire a lungo termine, spiegandoti anche come gestire la riserva di valore che ne deriva.

Solo così alla fine della bolla sarai stato capace di maturare rendimenti tali da far impallidire Microsoft e tutte le altre aziende dotcom ancora esistenti ai giorni nostri.

La morale della favola è che forse ancora per qualche tempo potrai investire nelle criptovalute un pò alla cieca, ottenendo dei guadagni a caso, esattamente come facevano i ragazzi che investivano nelle dotcom (chiedi a chi oggi ha 40-50 anni e vedrai che è così).

Ma a un certo punto le fasi più avanzate della bolla ti bruceranno questi primi guadagni e ti sarà sempre più difficile recuperarli con altri trade improvvisati…

Più questo mercato diventerà maturo e più avrai bisogno di una guida sicura per continuare a macinare i guadagni stellari che penso tu stia già facendo…

E’ poi di vitale importanza che tu inizi a gestire con oculatezza la liquidità che stai ottenendo, mantenendola nella blockchain e sfruttando le immense potenzialità che offre in termini di riserva di valore (cento volte superiore all’oro o agli immobili).

BlockchainTop è l’unica guida che considera tutti questi aspetti a 360 gradi e ti permette di agire come se tu fossi il massimo esperto del settore, anche se non hai mai sentito parlare prima d’ora di questo mondo…

Se sei interessato, sottoscrivi un abbonamento a BlockchainTop per un mese e metti alla prova ciò che dico (l’abbonamento è interamente rimborsabile entro 30 giorni).

Non continuare a tradare le cripto da solo: potresti pentirtene fra poco!

Alla tua prosperità!

Il team di BlockchainTop

PS.: abbiamo appena avvisato i nostri abbonati di BlockchainTop che bitcoin non è più salutare come riserva di valore. E al suo posto abbiamo consigliato di spostare il capitale in 3 criptovalute che riteniamo saranno le riserve di valore del futuro (e abbiamo anche indicato in che percentuale suddividere il tuo capitale nelle tre valute)…se vuoi scoprire quali sono, abbonati per un mese a BlockchainTop!

4 commenti

  1. Paolo

    3 mesi fa  

    Buonasera posso sapere se voi fate trading su bitcoin a breve o lungo termine?grazie


    • Admin

      2 mesi fa  

      facciamo trading di lungo termine e money management per bitcoin e molte altre criptovalute


  2. Franco

    2 mesi fa  

    Grande e misurato articolo. Una domanda: è possibile pagare l’abbonamento anche in Bitcoin? Grazie


    • Admin

      2 mesi fa  

      per ora no


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