Tutte le cause del ribasso nelle criptovalute spiegate in un solo articolo

Tutte le cause del ribasso nelle criptovalute spiegate in un solo articolo

L’attuale mercato delle criptovalute è troppo limitato e primitivo per essere influenzato da fattori economici fondamentali quali lo sviluppo tecnologico o l’adozione delle valute e degli strumenti innovativi creati nel settore.

In realtà l’unico fattore che determina i rialzi e ribassi di questo mercato è il flusso di capitali in entrata e in uscita dagli exchange.

E questo fattore ha poco a che vedere con lo sviluppo della blockchain.

Del resto, dovremmo essere già abituati a quest’idea.

Sono decenni che i mercati finanziari godono di meccanismi molto particolari che creano inflazione nei prezzi dei titoli.

Nella maggior parte dei casi, questa inflazione si crea artificialmente facendo apparire un volume di acquisti maggiore di quello che il mercato registrerebbe se fosse lasciato a se stesso.

Nella borsa, questi volumi sono creati dalle banche centrali e dalle stesse aziende quotate in borsa, entrambe impegnate in massicci acquisti di titoli che fanno gonfiare il valore delle azioni.

Anche nel mercato delle criptovalute l’inflazione si crea con il riacquisto di cripto, effettuati dagli exchange sotto la regia delle stesse società che emettono tali criptovalute (ne avevamo parlato qui).

In entrambi i casi il meccanismo è lo stesso:

  • l’aumento programmato di volumi di acquisti porta all’aumento voluto dei prezzi
  • e l’aumento dei prezzi rende piu’ desiderabili gli asset, innescando il mercato rialzista

Per quanto riguarda le criptovalute, finora, lo studio piu’ esaustivo sulla manipolazione a rialzo dei volumi negli exchanges è stato quello di Sylvain Ribes, elogiato persino dal CEO di Binance.

Ribes ha calcolato che, data la limitatezza di questo mercato, sono sufficienti appena 50,000 dollari per manipolare a rialzo una valuta di media entità con una capitalizzazione di 3 miliardi, come NEO o IOTA.

Lo studio inoltre ha scoperto che gli exchanges col tasso maggiore di volumi gonfiati sono quelli che effettuano cambi da cripto a cripto, NON quelli che cambiano da valuta fiat a cripto.

Quest’ultimo dato puo’ essere ovvio, dal momento che gli exchanges che cambiano fiat, come Kraken o Coinbase, sono legati a conti bancari e quindi stanno “con due piedi in una scarpa”, ma è anche un dato che ci aiuta a capire il prolungato e profondo ribasso che abbiamo visto fino a fine marzo (e che ad aprile, per fortuna sta invertendo a rialzo).

Per quale ragione?

Perché, a mio modesto parere, quel lungo ribasso non era solo dovuto ad attive manipolazioni verso il basso (le famose manipolazioni dei media o dei governi, ecc.).

Al contrario era dovuto, forse in misura maggiore, dal fatto che non c’erano piu’ manipolazioni verso l’alto.

E per quale ragione non c’erano piu’?

Perché, come dimostra lo studio di Ribes, queste manipolazioni venivano fatte negli exchanges che scambiano solo cripto con cripto.

E proprio in quel periodo questi exchanges (i maggiori fra questi) erano impegnati in operazioni di trasferimenti di sede, di fusioni o acquisizioni e molto altro che li obbligava a sottoporsi alle verifiche degli enti regolatori.

Mi scuserai se non ti faccio degli esempi concreti, ma non ho alcuna voglia di essere accusata di diffamazione.

Ad ogni modo, se segui le notizie dei media specializzati, sai a quali exchanges mi riferisco e potrai notare tu stesso la singolare tempistica che li vedeva quasi tutti attraversare questa fase di “ripulitura” che impediva loro quella indispensabile “inflazione programmata” dei prezzi di cui parlavo.

Chiamami pure cinica, ma visto che il mondo funziona cosi’, spero con tutto il cuore che il mercato delle criptovalute possa al piu’ presto rientrare in possesso dei suoi sacrosanti meccanismi di inflazione programmata (come sembra stia già accadendo).

Nel mondo delle banche centrali, ormai non sopravvivi senza.

E nel mercato delle cripto c’era un altro potente meccanismo di inflazione programmata, questa volta legato alle ICO.

Il differenziale di prezzo dei token creati nelle ICO degli anni scorsi aveva contribuito a creare quotazioni elevatissime in parte indipendenti dal reale valore delle società emittenti.

(E se questo ti fa storcere il naso, considera che quasi tutte le aziende del Nasdaq, con meccanismi simili, sono quotate miliardi in piu’ del loro valore reale).

Ora pero’, le aziende che avevano emesso quei token si trovavano a fronteggiare la svalutazione dei loro capitali detenuti sotto forma di cripto.

E per poter sostenere gli sviluppi ulteriori dei loro progetti (le famose road map), erano state costrette a svendere molti di questi capitali, annullando l’inflazione creata in precedenza.

Anche questo meccanismo per fortuna si è concluso agli inizi di aprile e quindi non influenza piu’ negativamente il mercato.

Quindi, riassumendo, fra i principali motivi della importante fase ribassista appena trascorsa, abbiamo messo la cessazione di una manipolazione attiva verso l’alto (blocco dell’inflazione programmata), cioè:

  1. il blocco della manipolazione a rialzo da parte degli exchanges
  2. la vendita massiccia di cripto post ICO

A mio avviso, solo al terzo posto possiamo includere l’avvio di meccanismi di manipolazione attiva verso il basso, o deflazione programmata (cioè la creazione di falsi volumi, questa volta di vendite), effettuata con vari sistemi:

  • i falsi volumi di Coinmarketcap (il sito famoso, ma dopotutto completamente anonimo di cui abbiamo discusso in questo articolo)
  • i falsi volumi dei futures (come ad esempio riportato in questo articolo). In un mercato che ha visto ridursi drasticamente i capitali, i futures legati alle cripto, per quanto limitati rispetto ai capitali totali, possono influire.
  • minacce di chiusura di account o di verifiche degli account da parte degli exchanges che cambiano da fiat a cripto
  • diffusione di notizie negative da parte dei media specializzati
  • confusione legislativa creata apposta dagli enti regolatori americani
  • applicazione restrittiva delle regole da parte degli enti regolatori giapponesi e coreani
  • debolezza geopolitica dei paesi pro cripto, come Europa e Svizzera

La buona notizia è che tutto questo ormai appartiene al passato…

…perché ad aprile stiamo assistendo ai primi segni di meccanismi inflattivi positivi.

Mentre i media del settore ci propinano le solite notizie negative sulle criptovalute, nessuna di queste è stata sufficiente a fermare il rialzo di piu’ di 1000 dollari di bitcoin in meno di un’ora avvenuto prima del 12 aprile.

Perché?

Perché finalmente le piattaforme di trading erano riuscite a innescare un “meccansimo inflazionario” (chiamiamolo cosi’) di un certo rilievo:

L’immagine qui sopra mostra (nella linea che si innalza verso l’alto sulla destra) l’incredibile quantità di posizioni a ribasso che erano state assunte dai traders su bitcoin.

Puoi scommettere che tutte queste posizioni, oltre a essere per loro natura “short”, quindi assunte tramite un prestito della piattaforma, erano anche a leva, quindi con rischio molti piu’ soldi messi a rischio.

Dopo il minimo raggiunto il 1 aprile, i trader ribassisti avevano prolungato la posizione per altri 11 giorni, sperando in una rottura a ribasso del minimo.

Purtroppo per loro, la rottura non è avvenuta, per cui sono iniziate a saltare alcune di queste posizioni, costrette a comprare i bitcoin a prezzo piu’ alto rispetto a quanto avevano scommesso.

La stessa cosa è avvenuta nelle piattaforme dei futures, dove le posizioni short sono state liquidate in automatico senza che i traders potessero farci nulla.

Se questo eccezionale rialzo intraday diventerà un punto energetico di inversione di trend, il minimo del primo aprile rischia di essere ricordato come una storica “trappola per orsi”.

Lo short squeeze di aprile è stato un meccanismo inflattivo automatico dovuto al modo in cui funzionano le piattaforme.

Non si vedono ancora le manipolazioni attive e volontarie, molto piu’ efficaci, fatte dagli esseri umani piuttosto che dalle macchine, come quelle spiegate nell’articolo precedente.

Ma stai pur certo che quando le quotazioni raggiungeranno valori tali da permettere ai team delle cripto di avere nuovamente fondi in eccesso da usare per queste manipolazioni, vedrai che tutto il circo a rialzo riprenderà alla grande come prima.

E se segui questo mercato da un po’ di tempo, sai già cosa significa questo…

Significa che avremo ancora una volta quei rendimenti incredibili che non è possibile avere in nessun altro modo e che hanno reso famose le criptovalute da 6 anni a questa parte!

Questo che vediamo ora infatti, è solo un’anteprima…

Mariangela Badano per BlockchainTop News

 

 

 

 

  • Ermanno ha detto:

    Complimenti per l analisi

  • Bruno Crimella ha detto:

    Veramente un articolo professionale e se ho inteso bene,sei una ragazza che scrive,complimenti per la profonda conoscenza che condividi con noi

  • Emy1955 ha detto:

    Molto professionale

  • […] Tutte le cause del ribasso nelle criptovalute spiegate in un solo articolo proviene da BlockChain […]

  • Alessandro ha detto:

    Complimenti per l’articolo, tecnico ma anche con una sottile emotività. 🙂

  • Renata ha detto:

    Ben scritto, ottimamente documentato e convincente. Alcuni elementi dell’articolo li avevo sospettati altri li devo ulteriormente approfondire. Certo è che la partita è più ampia e complessa. E va oltre le cripto stesse.
    Grazie

    • Admin ha detto:

      non hanno ancora iniziato ad investire, ma il solo fatto che i media ne parlano è segno che c’è un “cartello” che ha iniziato a lavorare per provocare un mercato toro.

  • >
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