Quattro motivi per cui nel mercato delle cripto il bello deve ancora venire

Quattro motivi per cui nel mercato delle cripto il bello deve ancora venire

Il trend a ribasso del settore sembra essersi finalmente arrestato ed ora stiamo assistendo a una lenta fase di incremento.

Come si sa, anche se le cripto hanno già conosciuto diverse bolle rialziste spettacolari, gli analisti ritengono che sia specialmente quella di fine 2013 a mostrare i maggiori punti di contatto con l’ultima bolla del 2017, di cui oggi viviamo la fase calante.

Se questa ipotesi è vera, noi adesso dovremmo trovarci nella zona approssimativamente compresa fra le due frecce rosse in figura:

A destra di quella zona, puoi intravedere l’inizio della graduale fase ascendente che duro’ tutto il 2016-2017, culminando poi nella seconda e ultima bolla in ordine di tempo.

Dovremmo dunque essere all’inizio della fase ascendente graduale, che precederà la prossima bolla vera e propria, tipicamente di breve durata.

Infatti, anche se non c’è ancora all’orizzonte il fattore scatenante finale, come furono le ICO del 2017, esistono già tutte le condizioni per un aumento inesorabile di nuovi capitali, tali da creare un rialzo graduale, ma consistente, simile a quello del 2016-2017.

Ci sarebbero tanti fattori a confermarlo, ma qui ne cito solo quattro:

  • Gli utenti delle criptovalute sono in crescita, nonostante il crollo dei prezzi.

Il mese scorso, il CEO di una delle più grandi borse di criptovaluta al mondo, Coinbase, ha detto che la società ha aggiunto circa 50.000 utenti al giorno nel 2018. Ciò porta la loro base di utenti globale a circa 25 milioni, con una crescita del 250% rispetto all’autunno del 2017.

Binance, un’altra importante piattaforma, sta crescendo ancora più velocemente. Ha quadruplicato la sua base di utenti nei primi sei mesi del 2018 a 9 milioni di utenti.

Secondo una recente indagine del gigante bancario ING, circa il 9% degli adulti in 15 paesi possiede o ha posseduto una criptovaluta e il 25% degli intervistati ha dichiarato di “aspettarsi di possedere una criptovaluta in futuro”.

Cresce anche il numero di wallets.

Blockchain.info ha pubblicato un grafico mostrando il numero di wallet di bitcoin creati dal 2011, dove si vede che all’inizio del 2016, gli utenti di bitcoin hanno creato 5,4 milioni di wallets sulla piattaforma. A fine 2017, quel numero era di 10,8 milioni. Oggi, ce ne sono circa 28,5 milioni.

  • C’è ancora uno spazio immenso in termini di adozione

Le criptovalute, come qualsiasi altra innovazione tecnologica, seguono uno schema ben definito, diffuso nel 1962 dal professore di sociologia Everett Rogers nel libro “Diffusion of Innovations”.

Lo schema suggerisce che quando una innovazione tecnologica si fa strada nella società, attraversa cinque fasi distinte. Per prima cosa, la nuova tecnologia viene adottata dagli innovatori, seguiti dai primi utenti, poi dalla massa di utilizzatori e infine dagli utenti “ritardatari”.

Secondo Rogers, la prima fascia di innovatori e primi utilizzatori costituisce il 16% della popolazione.

Ora, dal momento che, come ho detto sopra, siamo ancora al 9% di adozione nei 15 paesi coinvolti nella statistica di ING, manca ancora un 7% di popolazione per coprire appena la parte iniziale della curva.

  • L’entrata di nuovi capitali sta accelerando

I gestori di hedge fund e i venture capitalist versano denaro direttamente nelle start-up coinvolte in progetti legati a criptovalute.

Secondo il sito Coindesk, il tasso di questi investimenti sta accelerando. Nel 2017, i venture capitalist hanno investito circa 2,5 miliardi di dollari USA, mentre nel 2018 hanno già investito più di 4,5 miliardi.

Il grafico sottostante mostra la chiara accelerazione nel finanziamento di venture capital su base mensile da meno di US $ 100 milioni al mese a US $ 200 milioni al mese o più:

Crypto Fund Research afferma che il numero di investimenti degli hedge fund dovrebbe aumentare del 50% nel 2018, arrivando a oltre 500. Un numero sorprendente, se si considera che gli investimenti in criptovaluta rappresentano meno dello 0,1 per cento delle attività su cui gli hedge fund investono.

Anche le grandi società investono in criptovalute. Già da marzo 2016 Microsoft offre prodotti basati sulla blockchain ai suoi grandi clienti aziendali. Piu’ recentemente, la IBM ha stretto una partnership con Stellar (XLM) per lanciare una “stablecoin” che faciliterebbe i trasferimenti di pagamento nel Sud Pacifico, mentre MoneyGram ha collaborato con Ripple (XRP) per ridurre i costi di trasferimento di denaro internazionali gestiti dalla società.

Come abbiamo detto in un precedente articolo, il New York Stock Exchange, in partnership com Microsoft e Starbucks, sta per inserire le cripto nel suo listino.

Le ICO – un modo per le giovani società di criptovaluta di raccogliere fondi in modo molto simile alle offerte pubbliche iniziali (IPO) del mercato azionario – stanno a loro volta accelerando.

Ci sono state 1.080 ICO fino ad ora nel 2018 – rispetto alle 873 del 2017 – ed hanno raccolto 6,9 miliardi di dollari, ossia quasi 1 miliardo in più rispetto a quelli raccolti nel 2017.

  • L’approccio “soft” dei regolatori governativi

La Cina ha vietato il trading di criptovalute nel 2017. In quella occasione, molti ipotizzarono che altri paesi avrebbero seguito l’esempio. Cosa che non è successa; anzi il “caso” cinese ha fatto da banco di prova per la dimostrazione sul campo che nessun governo puo’ ostacolare il trading e l’adozione delle criptovalute.

Da allora, le nazioni più sviluppate hanno al contrario adottato un approccio “soft” alla regolamentazione (ad esclusione di evidenti casi di frode e attività illecite).

Cio’ è avvenuto per due motivi.

Innanzitutto, come abbiamo detto, i governi ormai sanno che eliminare il trading delle criptovalute è materialmente impossibile.

Quando le autorità cinesi tentarono di farlo, i singoli operatori semplicemente iniziarono a utilizzare reti private virtuali (VPN) – reti che danno loro la possibilità di far sembrare che il loro traffico web provenga da un altro paese – per accedere alle piattaforme di criptovalute fuori dalla Cina.

In secondo luogo, una sovra-regolamentazione del settore porta con sé dei rischi molto reali nei bilanci commerciali delle nazioni.

Se ad esempio gli Stati Uniti implementassero regole più severe rispetto all’UE, condannerebbero il paese a un potenziale ritardo in tutte le innovazioni tecnologiche associate al settore. Gli imprenditori inizierebbero a trasferirsi altrove e il governo dovrebbe rinunciare ai nuovi flussi di entrate fiscali che verrebbero creati.

In Cina è già successo.

Quando il governo ha iniziato a ostacolare l’industria del mining (il processo di esecuzione dei computer per verificare le transazioni e risolvere problemi matematici per creare nuove criptovalute), i “minatori” hanno semplicemente spostato i loro costosi business all’estero.

Tutto il contrario di cio’ che è avvenuto in Estonia, dove la politica pro-cripto ha innescato un boom economico fatto di start-up, compagnie di mining e Ico.

La quantità di capitali e talento che sta entrando in quel paese è sbalorditiva; è il governo non ha alcuna intenzione di ostacolare quegli investimenti.

In conclusione, a livello globale stiamo assistendo alla nascita di una nuova economia che porterà drastici cambiamenti nella vita delle persone.

Per questa ragione, da “biechi speculatori” non possiamo dubitare che il boom delle cripto è appena agli inizi e si dimostrerà come uno dei più grandi mercati al rialzo delle nostre vite.

Il meglio, quindi, deve ancora venire.

Il team di BlockchainTop News.

PS.: non importa in quale parte del grafico ci troviamo, il nostro servizio “Income Intelligence” produce rendimenti in qualsiasi caso.

Ad esempio, negli ultimi due mesi, i peggiori di questa fase ribassista delle cripto, abbiamo avuto i seguenti rendimenti:

  • LOOM + 30%
  • ADA + 20%
  • RDN + 80%
  • AION + 21%

E attualmente tutte le coin che abbiamo ancora nel portafoglio sono in rialzo o in parità e aspettiamo la prossima gamba rialzista per chiudere con buoni guadagni tutte o alcune di queste posizioni.

Non c’è modo migliore per aspettare i “veri” rialzi che inizieranno probabilmente nel 2019!

Se anche tu vuoi continuare ad avere una discreta “rendita” anche oggi, in attesa dei guadagni spettacolari della prossima bolla, fai un mese di prova gratuito e inizia a guadagnare facilmente coi nostri “alert”.

 

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