Le 4 forze nascoste che scatenano questo nuovo mercato toro

Le 4 forze nascoste che scatenano questo nuovo mercato toro

Si sta formando sotto i nostri occhi qualcosa che un mese fa avremmo fatto fatica a credere…

Negli ultimi giorni, il mercato delle valute digitali ha avuto un incremento da $324 a oltre $400 miliardi, provocando un aumento delle quotazioni della valuta principale (bitcoin) da $8,000 a oltre $9,000.

I principali fattori che stanno trainando questo trend sono:

  1. ritorno dell’arbitraggio della Corea del Sud
  2. nuovo flusso di capitali istituzionali su ethereum (altro link qui)
  3. nuovo flusso di capitali istituzionali su bitcoin
  4. le mosse di Goldman-Sacks che iniziano a pesare

Vediamoli uno alla volta.

1. Ritorno dell’arbitraggio della Corea del Sud

Durante l’ultimo mercato ribassista, che aveva toccato il suo minimo a fine marzo, la tradizionale differenza di prezzo delle valute digitali coreane rispetto a quelle del mondo occidentale (di solito, i prezzi coreani sono sempre piu’ alti) aveva subito una inversione.

Nella normalità delle cose, le cripto coreane tendono a costare di piu’ a causa di una cronica scarsità dovuta al fatto che il paese non mina queste valute, ma dipende dalle forniture esterne di Cina e Giappone.

Nelle lunghe fasi toro, era percio’ una piacevole consuetudine vedere come i mercati occidentali spesso fossero costretti a fare “arbitraggio”, cioè a aggiustare a rialzo i prezzi sulla scia di quelli coreani.

L’interruzione di questo meccanismo è stato uno dei peggiori segnali ribassisti dell’ultima fase “orso” conclusasi a marzo, perché indicava un disinteresse molto generalizzato di questo mercato che cosi’ tanta importanza ha per le quotazioni delle valute digitali.

In questi giorni pero’ stiamo assistendo al ritorno del “premio” nelle quotazioni coreane (i prezzi hanno ripreso ad essere piu’ alti rispetto a quelli occidentali), sintomo di un risveglio degli investimenti, sia istituzionali che della gente comune.

2. Nuovo flusso di capitali istituzionali su ethereum

Uno degli aspetti che destano piu’ curiosità di questo inizio di mercato toro è senza dubbio la maggiore forza relativa di ethereum rispetto a bitcoin.

Cio’ è dovuto al fatto che sono stati creati dei nuovi canali per far confluire i capitali istituzionali (cioè quelli dei grandi fondi) in questa valuta.

Ad esempio, nella borsa canadese è stata appena quotata una Società, la Ether Capital, che ha come obiettivo ufficiale quello di investire in progetti nel settore della blockchain, ma di fatto attualmente non fa altro che raccogliere i soldi di chi investe nelle sue quote e comprare ethereum a manetta.

In definitiva, circa il 90% dei fondi raccolti viene convertito in criptovalute.

In pratica, questa Società (almeno per ora) agisce piu’ come un Etf  o un fondo denominato in valuta digitale che come una vera azienda produttiva.

Un secondo canale importante è dovuto alla partnership fra ConsenSys, la startup di blockchain con sede a New York e TrueDigital, una nuova affiliata del mercato online di futures TrueEx, nel tentativo di sviluppare un indice di riferimento per ethereum.

A cosa serve avere un indice di riferimento?

Di solito, l’indice di riferimento è il primo passo per creare prodotti della finanza ufficiale (futures, fondi, Etf ecc.) su un certo asset.

E il mercato non sta facendo altro che anticipare il prossimo ingente afflusso di capitali che ne deriverà, incrementando già ora le quotazioni di ethereum.

Cosi’ come sta anticipando i probabili effetti positivi di una attività di “lobbying” condotta nientemeno che nella SEC (l’ente americano che regola i servizi finanziari) da un gruppo di imprenditori e società di investimento coordinati dalla Anderseen Horowitz per ottenere un “ombrello” regolatorio per ethereum e magari anche tutti i suoi token correlati.

3. Nuovo flusso di capitali istituzionali su bitcoin

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti ha già autorizzato la negoziazione di un futures in bitcoin offerti da CME Group e dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), lanciato a dicembre.

Ora è in attesa di approvazione anche un futures in bitcoin della già citata TrueDigital per conto della TrueEX.

Quest’ultima Società ha in cantiere diversi altri futures denominati in cripto che incrementeranno ulteriormente il flusso dei capitali che contano.

Ma ormai i segnali di nuovi ingressi di capitali nella principale valuta digitale sono in aumento.

Jeffrey Van de Leemput, un analista che lavora per Cryptocampus, ha dichiarato quanto segue:

“un paio di giorni fa ho aiutato a creare una transazione da 200mila BTC (circa un miliardo e sei in dollari) per diversi acquirenti cinesi e altri … Soros, ecc.”

Secondo questo broker:

“I capitali che contano stanno arrivando e stiamo per assistere al vero inizio della bolla”.

Olga Feldmeier, amministratrice delegata di Smart Valor, ha previsto che una forte rottura al di sopra dell’area di $ 8.000 potrebbe potenzialmente significare

“l’innesco della prossima fase toro che molti investitori che conosco stavano aspettando per entrare nel mercato…”

Il capo degli investimenti del fondo BlockTower Capital, Ari Paul, ha recentemente descritto gli investimenti istituzionali come un fatto ormai inevitabile in questo mercato.

Infine, l’analista della Saxo Bank, Jacob Pouncey, ha suggerito che un sentimento sempre più incerto nei mercati tradizionali potrebbe far aumentare la domanda di bitcoin da parte degli investitori istituzionali.

A conferma di tutte queste dichiarazioni, il CME ha registrato un aumento del volume degli scambi dei suoi contratti future sui bitcoin di oltre il 50% dal suo lancio di dicembre. Nel mese di marzo sono stati scambiati circa 2.500 contratti (del valore di 5 BTC ciascuno), in rialzo rispetto al volume di dicembre di 1.600.

Tim McCourt, amministratore delegato e responsabile globale di prodotti azionari e investimenti alternativi presso il CME Group, ha recentemente dichiarato ai giornalisti che il volume degli scambi ormai “è in costante aumento ogni mese”.

E la stessa cosa sta accadendo in Giappone.

Dati recenti della Financial Services Authority giapponese, tratti dai dati di 17 exchanges del paese, rivelano un enorme interesse per le criptovalute, con 3,5 milioni di investitori attualmente attivi.

4. Le mosse di Goldman-Sachs iniziano a pesare

Bisogna capire che Goldman-Sachs non puo’ entrare direttamente nel mercato delle cripto (e forse non potrà farlo mai).

L’attuale Segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, è un ex dirigente Goldman, così come lo sono i Segretari precedenti, Hank Paulson e Robert Rubin. Oltre a cio’ innumerevoli funzionari governativi di livello inferiore sono ex dipendenti di Goldman.

A causa di questi legami inestricabili con l’establishment, aspettarsi di leggere un giorno sui media che la Goldman-Sachs approva le cripto o che ha investito questa o quella cifra su bitcoin è davvero ingenuo.

Quindi smettiamo di stupirci della sua ambivalenza.

Goldman parlerà sempre male delle cripto…

…Ma allo stesso tempo non accetterà mai di stare a guardare mentre uno dei trend piu’ forti della storia umana gli passa sotto il naso.

Nell’articolo che avevo citato all’inizio troverai uno schema illustrato di tutti passi che Goldman, fin dal 2013 sta facendo per investire indirettamente in questo mercato.

Gli ultimi in ordine di tempo sono stati il finanziamento dell’acquisizione del grande exchange Poloniex da parte della sua controllata Circle e l’apertura (seccamente smentita) di un trading desk in cripto.

E se hai dei dubbi sul peso che la Goldman ha e avrà sempre piu’ nel mercato delle cripto, ti basta notare che la SEC (la già citata agenzia che regola i mercati finanziari americani) ha acconsentito a creare per Poloniex un percorso di approvazione “facilitato”.

Ora che le quotazioni delle cripto iniziano a risalire, tutti i grandi investitori che stanno dietro alla Goldman inizieranno a entrare….anzi, hanno già iniziato a farlo proprio attraverso la piattaforma di Circle, come annunciato qui.

Quindi, per riassumere: i capitali che contano hanno sfruttato gli ultimi mesi per aprirsi una strada “comoda” in questo mercato.

Chi voleva strumenti defilati per non apparire ufficialmente, chi aveva bisogno di indici di riferimento, chi di canali di comunicazione diretti tra borsa e mercato delle cripto…insomma, tutte le esigenze sembra siano state soddisfatte…

Ora non dobbiamo fare altro che assistere agli effetti di questo travaso di capitali.

Come giustamente afferma un ex JP Morgan, Daniel Masters:

“Se appena il 5% dei capitali presenti nella finanza tradizionale confluisse nel mercato delle cripto, le quotazioni andrebbero alle stelle…”

E, aggiungo io, se fossi un investitore entrerei proprio ora che i prezzi sono ancora ragionevoli.

Le cripto ci mettono poco ad andare alle stelle in pochi mesi…

Il team di BlockchainTop News


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