G20: analisi della dichiarazione congiunta Franco-Tedesca sulle criptovalute

G20: analisi della dichiarazione congiunta Franco-Tedesca sulle criptovalute

Siamo costretti a pubblicare già ora il commento che avevamo promesso sulla dichiarazione congiunta franco-tedesca al G20, che si è sovrapposta a un rapporto spedito alla stessa riunione dal Financial Stability Board.

Il motivo è che vorremmo prevenire una lettura abbastanza becera che i magazine come Coindesk e Cointelegraph hanno iniziato e sicuramente continueranno a fare di tutto cio’ che accade al G20.

Quando su questi magazine inizi a leggere titoli del tipo: “Le criptovalute salgono di quotazione perché il Financial Stability Board (FSB) non le considera una minaccia alla stabilità monetaria”, capisci subito che le informazioni contenute in questi articoli sono a dir poco superficiali.

Certo, è possibile che una interpretazione idiota del rapporto rilasciato dal FSB al G20 possa aver creato un momentaneo rialzo del mercato.

Ma si tratta di un episodio davvero marginale, che evidenzia solo la ben nota stupidità dei mercati.

Ti invito percio’ a fare tutto il contrario degli speculatori di bassa lega e degli articolisti che fanno leva sulle loro passioni da quattro soldi e di passare questi due giorni del G20 senza guardare le quotazioni delle criptovalute.

Se infatti vuoi capire in modo approfondito cio’ che sta accadendo al G20, l’ultima cosa che devi seguire sono le quotazioni, perché non hanno nulla a che fare con la posta in gioco.

Fatta questa doverosa premessa, ecco uno schema del primo scambio di vedute avvenuto al G20 tra Francia, Germania e FSB.

Il Financial Stability Board (FSB) è in due parole l’organo che esprime il punto di vista di quasi tutte le Banche Centrali del mondo (il Board infatti è interamente finanziato dalla Bank of International Settlement, che a sua volta è l’organo di coordinamento di tutte le Banche Centrali).

E nel suo rapporto inviato al G20 (sollecitato tra l’altro proprio da Francia e Germania prima dell’inizio di questa riunione) il FSB ha davvero affermato che, data la loro insignificanza in termini di capitalizzazione in rapporto al PIL globale, le cripto non sono una minaccia (per ora) al sistema monetario.

Si tratta di una affermazione tecnicamente ineccepibile, ma anche molto ovvia.

E’ come se le Banche Centrali dicessero al mondo che al momento si atterranno ai loro compiti istituzionali (che hanno a che fare quasi esclusivamente con la stabilità monetaria) e non si faranno tirare per la giacchetta verso altre discussioni che non le competono.

Subito dopo, nella loro dichiarazione congiunta (di cui finalmente parliamo), Francia e Germania sembrano ricalcare fedelmente il punto di vista del FSB in materia di stabilità finanziaria (le cripto non sono un problema, per ora), per poi pubblicizzare le loro rispettive normative in materia di antiriciclaggio, auspicando che altri paesi le adottino quanto prima.

Per essere piu’ precisi, in questo documento congiunto, Francia e Germania sottolineano 4 temi cruciali che secondo loro vanno analizzati:

  1. La tendenza della blockchain a “tokenizzare” le proprie attività imprenditoriali.
    Il sistema di finanziamento delle ICO tende a far confondere i progetti con i token di cui sono espressione. E l’inettitudine dei regolatori, secondo loro, non aiuta a fare chiarezza in tal senso.
  2. Le cripto non sono una minaccia alla stabilità monetaria, è vero, ma le cripto fatte dalle banche centrali potrebbero esserlo…
    Un’allusione nemmeno troppo implicita al recente esperimento venezuelano e un monito per le Banche Centrali a non starsene troppo in disparte in questo dibattito?
  3. La mancanza di una adeguata informazione sulle criptovalute è un rischio per gli investitori.
    Questo punto lascia spazio a tante interpretazioni, delle quali nessuna sembra convincente. Sinceramente non ho elementi sufficienti per dire cosa potrebbe nascondere.
  4. I governi dovrebbero adottare una normativa antiriciclaggio comune per le cripto.
    E naturalmente dovrebbero ispirarsi a Francia e Germania come a un faro del diritto in questo selvaggio Far West…

L’ultimo punto è ovviamente cio’ che sta piu’ a cuore ai due paesi che hanno rilasciato questa dichiarazione.

A prima vista, sembra che i due paesi stiano semplicemente sponsorizzando al G20 il loro sistema regolatorio…lo stesso che la Germania sta per imporre a tutta l’UE.

Ma visto in un’altra angolazione è anche un invito agli altri paesi a non lasciare sola l’Europa in tal senso, magari tirandole qualche scherzo con normative contrarie che rendano difficile lo sviluppo economico che i due paesi sperano di innescare con questa normativa comune.

Riassumendo, il bilancio che possiamo trarre sulle discussioni finora avvenute al G20 è:

  • le Banche Centrali non sono propense a seguire troppo da vicino le preoccupazioni dei governi in materia di regolamentazione delle cripto
  • Fra i governi, quelli Europei cercano di creare un fronte comune per condurre la discussione verso una pax legislativa globale che consenta all’Europa di utilizzare in santa pace questa tecnologia senza impedimenti da parte di USA e Cina.

Non male come inizio, ma ancora nulla di concreto, tutto sommato.

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Il team di BlockchainTop News

 

 

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