Criptovalute: una rivoluzione mancata?

Criptovalute: una rivoluzione mancata?

Uno dei luoghi comuni piu’ frequenti sulle criptovalute è che sono tecnicamente piu’ arretrate delle valute “vere” e percio’ il loro valore in termini di innovazione non giustifica le elevate quotazioni che ancora oggi sussistono, anche al netto dei forti ribassi del mercato.

In questo articolo vorremmo dare una volta per tutte una visione obiettiva su questo problema.

La prima cosa di cui dobbiamo occuparci è verificare l’esattezza di questo luogo comune. In altre parole, dobbiamo rispondere alla domanda:

le criptovalute sono davvero tecnicamente arretrate? E se lo sono, in che misura, rispetto alle tecnologie oggi disponibili?

Per semplificare la risposta a questa domanda, restringeremo il campo a un solo aspetto di questa nuova tecnologia (che è anche quello piu’ usato dai detrattori), cioè la possibilità di effettuare transazioni di valuta in un modo piu’ efficiente.

Oggi, usando la valuta fiat, cioè i nostri euro, dollari, yuan abituali, abbiamo due modi per spostare soldi da una parte all’altra del mondo:

  • carte di credito (e app per cellulari che, a dispetto dell’apparente novità, in realtà sono ancora tutte basate su questo sistema)
  • transazioni bancarie

Quindi, per paragonare questi sistemi con le criptovalute, dobbiamo considerare i seguenti parametri:

  • volumi di transazioni
  • velocità delle transazioni
  • costi
  • anonimato
  • inviolabilità

Volumi.

Bitcoin è capace di processare tre transazioni al secondo, mentre ethereum ne processa cinque al secondo.

Per fare un paragone: Uber processa 12 viaggi al secondo e Visa gestisce 5000 transazioni al secondo (ma ha la capacità di arrivare fino a 50.000).

Per essere minimamente competitive, le valute digitali basate sulla blockchain dovrebbero aumentare la loro capacità di almeno mille volte.

Attualmente, l’unico modo per risolvere la questione (come nel sistema Stellar e altri analoghi) è trasferire solo codifiche formali di un trasferimento, senza un effettivo trasferimento all’interno di una blockchain (intuitivamente, possiamo immaginarlo come la differenza che passa tra un pagamento con carta di credito – cioè un semplice accredito formale – e un bonifico – cioè un vero trasferimento di valuta).

Questa soluzione purtroppo toglierebbe alle somme trasferite l’anonimato e l’inviolabilità di cui godono finché restano registrate all’interno della blockchain, annullando cosi’ i vantaggi principali del loro essere criptovalute (diventano in realtà valuta digitale simile alla valuta fiat).

Velocità.

Per le valute fiat bisogna distinguere il vero e proprio trasferimento di valuta (a mezzo bonifico) dal pagamento digitale, che consiste in un accredito di valuta da un conto all’altro senza reale trasferimento.

Un bonifico all’estero impiega circa 3-5 giorni.

Un pagamento fatto con carta di credito invece consente l’immediato accredito della cifra spesa.

I trasferimenti di critpovalute si pongono in una via di mezzo fra i due casi considerati, variando molto, secondo i volumi di transazione, da pochi minuti a diverse ore o nei casi estremi alcuni giorni.

C’è da dire inoltre che il problema dei volumi citato al punto precedente è un limite anche per la velocità, dal momento che a fronte di un numero di utenti superiore a quello abituale, la capacità di transazione sarebbe semplicemente pari a zero, quindi non avrebbe piu’ senso parlare di velocità.

Costi.

Una carta di credito costa in media 100 euro l’anno (secondo il tipo di carta, il costo puo’ essere superiore o inferiore a questa cifra) e implica costi aggiuntivi ad ogni prelievo di contante e ad ogni cambio di valuta, nel caso che si effettuino pagamenti all’estero in paesi con valuta diversa da quella in cui è denominata la carta.

Nei bonifici online (i meno costosi, se parliamo di valuta fiat), spesso i costi sussistono solo per i trasferimenti all’estero.

Ad esempio, un milione di dollari trasferiti all’estero costa circa 70 dollari e puo’ implicare una perdita dovuta al cambio che va dall’1 al 3% della cifra bonificata (la stessa perdita, ovviamente, va calcolata anche per i pagamenti fatti con carta di credito).

Quindi, restando nell’esempio del nostro milione, il cambio potrebbe costare una cifra compresa tra 10.000 e 30.000 dollari.

Rispetto al bonifico digitale, bitcoin diventa in questo caso competitivo, considerato che permette la stessa transazione (cioè una transazione di valore equivalente) con costi infinitamente inferiori.

Restano tuttavia le solite considerazioni legate alla scarsissima capacità di processare alti volumi ecc.

Anonimato.

Qui naturalmente il confronto con le valute fiat è nettamente a favore delle criptovalute.

Nessuna valuta fiat, soprattutto se in forma digitale, assicura l’anonimato delle transazioni e delle disponibilità.

Va detto pero’ che finché saremo costretti a pagare il supermercato e il mutuo con valuta fiat, la necessità di cambiare le nostre criptovalute in valuta fiat rompe il cerchio magico dell’anonimato e ci costringe a far uscire allo scoperto parte dei nostri risparmi.

Al momento sono allo studio criptovalute chiamate genericamente “stablecoin” che assicurano un cambio fisso con una valuta fiat (generalmente dollaro) e che potranno un giorno essere usate al posto della valuta fiat digitale.

Il loro uso reale implicherà lo sviluppo non solo delle stablecoin e degli strumenti necessari a gestirle, ma anche di un sistema economico parallelo a quello attuale.

Parliamo percio’ di un cambiamento piu’ profondo di una semplice innovazione tecnologica.

Inviolabilità.

Il discorso qui è del tutto simile a quello appena fatto nel punto precedente.

Nessuna valuta fiat è inviolabile. Quindi i nostri euro, dollari, yuan ecc. possono essere confiscati e ce ne puo’ venire impedito l’uso o l’accesso in molti modi. Per non parlare del fatto che qualsiasi impiegato della nostra banca puo’ trasmettere a terzi tutte le informazioni sui nostri soldi.

Anche qui pero’ l’inviolabilità assicurata dalle criptovalute decade nel momento in cui siamo costretti a pagare in valuta fiat il nostro avvocato o il salumiere.

E, come detto sopra, l’innovazione promessa dalle stablecoin (o da qualsiasi altra soluzione alternativa) non implicherà mai solo questioni tecniche, ma anche e soprattutto questioni sociologiche, economiche e antropologiche.

In altre parole, non basterà aver prodotto gli strumenti tecnici per usare le stablecoin, ma sarà necessario anche che un numero consistente di persone siano disposte a usarle e si abituino a farlo nella vita di tutti i giorni!

Dopo questa rapida ricognizione sull’effettivo grado di “arretratezza” delle cripto rispetto alla valuta fiat, la seconda domanda, molto piu’ importante, a cui dobbiamo rispondere è:

In che misura questa “arretratezza” influisce sul valore stimato delle cripto e, soprattutto, in che misura fa delle cripto un buono o cattivo investimento a lungo termine?

La risposta a questa domanda deve considerare due aspetti:

  • Il valore effettivo delle cripto rispetto alla tecnologia esistente
  • Il valore futuro delle cripto rispetto alla tecnologia esistente

Valore effettivo.

Nonostante l’arretratezza tecnologica della blockchain, le criptovalute piu’ importanti (soprattutto bitcoin, che è come il benchmark di questo settore) vengono ancora valutate a prezzi esorbitanti.

E questo al netto dei crash subiti negli anni.

Dal 2011 fino a oggi bitcoin ha avuto almeno 4 crash rovinosi.

Ma l’aspetto intrigante di questo fenomeno è che i minimi raggiunti in ognuno di questi crash (compreso l’ultimo del 2018) sono crescenti fra loro.

Questo vuol dire che, al netto di questi cicli speculativi, il valore di bitcoin nel lungo termine è aumentato, invece di ridursi.

Per capire cosa voglia dire questo in termini economici, possiamo confrontarlo con il comportamento analogo di Amazon.

Il prezzo di Amazon nel maggio del 1997, quando fu quotato la prima volta in borsa, era di $1,30.

Durante la bolla delle dot.com, la sua quotazione arrivo’ fino a $113, per poi perdere il 94% di questa cifra, arrivando a soli $5.97.

La cosa notevole fu pero’ che nel bel mezzo del crash, Amazon inizio’ a rivalutarsi in modo graduale, aumentando di fatto il suo valore fino ad oggi.

Il motivo di questa persistente rivalutazione, sia di bitcoin che di Amazon, al di là dei cicli speculativi del mercato, è solo uno.

In entrambi i casi, cio’ che viene “prezzato” con una rivalutazione apparentemente fuori misura non è il valore effettivo dell’asset, ma il potenziale innovativo a lungo termine della tecnologia ad esso sottesa.

Questo ci porta immediatamente a discutere il secondo punto…

Valore futuro.

Abbiamo già dimenticato cos’erano i cellulari negli anni ’90?

Per usare i primissimi cellulari, dovevi spendere 2000 dollari (piu’ 200 di costi annuali del servizio) per avere un oggetto di grandi dimensioni, difficile da maneggiare e trasportare e con una ricezione molto limitata (per non parlare del fatto che potevi usarlo solo per parlare con i pochi altri “visionari” che ce l’avevano).

Nessuno a quell’epoca avrebbe mai pensato che un giorno vi sarebbero stati sul pianeta piu’ cellulari che esseri umani!

Eppure l’adozione di cellulari non ha mai avuto soste nel tempo, andando di pari passo con lo sviluppo tecnologico del settore.

L’innovazione “promessa” dalle criptovalute è altrettanto profonda di quella dei cellulari e dei computer, se non di piu’, perché va a toccare aspetti nevralgici della nostra vita, cioè la sicurezza e la reale proprietà dei nostri soldi.

E visto che la storia dimostra come la tecnologia raramente torna indietro, ma al contrario riesce quasi sempre a raggiungere i suoi obiettivi e a superarli, ecco che diventa assolutamente normale che un bitcoin costi qualche migliaio di volte piu’ di un dollaro!

Infatti, come avvenuto per i cellulari, l’adozione di bitcoin e delle altre cripto aumenta nel tempo e va di pari passo con l’innovazione delle tecnologie sottese.

La promessa di una valuta anonima, sicura e con una proprietà garantita è talmente dirompente rispetto a qualsiasi valuta fiat esistente da giustificare questo prezzo anche se ci troviamo in una fase ancora molto precoce del suo sviluppo.

E la continua adozione, crescente e inarrestabile a dispetto dei crash speculativi, sostiene nel lungo termine queste quotazioni che potrebbero sembrare eccessive.

Come in tutte le altre grandi innovazioni del passato (e anche di piu’, vista la posta in gioco che coinvolge la nostra sopravvivenza come individui esposti a pressioni ormai insostenibili da parte dei governi e delle banche) anche le criptovalute seguono percio’ lo stesso copione.

Il valore potenziale nel lungo termine è talmente superiore da riflettersi positivamente anche sul valore attuale delle cripto piu’ importanti, rendendole praticamente immuni a tutti i cicli speculativi che possono illusoriamente sminuirle.

Per tale ragione, l’unica risposta che si puo’ dare al problema dell’arretratezza delle cripto è sempre la solita:

le cripto sono qui per restare e per sconvolgere le nostre abitudini.

E il loro prezzo non fa che riflettere fedelmente questo dato di fatto.

Il team di BlockchainTop News

  • Sax ha detto:

    L’obiettività e sempre ben accetta. Bravissimi!

  • Longchen ha detto:

    Complimenti per la completezza e la congruenza dell’informazione con la realtà dei fatti. Credo sia dovere di chiunque condividere questo articolo. Grazie 1000.

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