Criptovalute: un necessario esame di realtà

Criptovalute: un necessario esame di realtà

Il 22 agosto la Sec (Securities and Exchange Commission) ha rigettato 9 richieste di approvazione di ETF legate a bitcoin e ethereum sottoposte da ProShares, Direxion e GraniteShares.

Al momento percio’ sul tavolo della SEC restano le seguenti richieste di approvazione di ETF:

  • 7 settembre: richiesta da parte della Bitwise
  • 30 settembre: richiesta da parte della CBOE VanEck/ SolidX

In particolare, la richiesta della VanEck si differenzia, perché l’ETF proposto ha un prezzo limite molto elevato per una singola quota (200,000 usd), percio’ si tratta chiaramente di un prodotto destinato solo a investitori istituzionali come fondi comuni e hedge fund.

Questo aspetto, secondo alcuni, lo renderebbe piu’ gradito alla SEC, aumentando le probabilità di una sua approvazione.

In ogni caso, è evidente che questa mossa della SEC renderà ancora laterale-ribassista il mercato almeno fino a fine settembre.

Ma prima di stracciarti le vesti e trarre conclusioni troppo negative, ti invito a rileggere un articolo che avevamo pubblicato immediatamente prima di questo.

In quell’articolo avevamo dato una descrizione reale del mercato attuale delle criptovalute che contrasta con quello che potrebbe apparire leggendo i media.

Mentre per i magazine l’approvazione della SEC e tutto cio’ che ruota attorno al rapporto fra criptovalute e finanza tradizionale sembra avere un’importanza capitale, a conti fatti, se guardiamo da dove arrivano i capitali realmente investiti, ci accorgiamo che è invece il mercato cinese e in generale tutto il mercato retail non istituzionale che ruota attorno agli exchange come Binance, Okex, Huobi ecc. a reggerne saldamente le sorti.

I numeri non mentono.

In quell’articolo avevamo fornito la tabella di CoinMarketcap che mostrava l’enorme divario in termini di capitali investiti tra Coinbase (leader degli exchanges legati alla finanza tradizionale) e gli exchange “indipendenti”:

Oggi, certamente a causa della decisione della SEC, il divario è aumentato.

Questa ricerca lo mostra, calcolando che nel 2018 Coinbase ha perso l’85% dei volumi di transazioni, mentre la perdita pesata subita da Coinbase e Kraken messi assieme ammonta al 70%.

Nello stesso lasso di tempo, secondo la stessa ricerca, gli exchanges “cinesi”, che sono indipendenti dalla grande finanza, hanno aumentato del 50% i loro volumi.

Questo implacabile “esame di realtà” ci fa capire quanto il clamore mediatico attorno agli ETF in bitcoin e a tutti gli altri argomenti legati alla finanza istituzionale sia superficiale e sopravvaluti la questione.

E’ ormai sempre piu’ evidente che l’establishment non ha intenzione di entrare nelle criptovalute, almeno nel medio termine, ma al contempo cerca di influenzare questo mercato creando l’aspettativa di questa entrata e rimandandola continuamente.

Grazie all’uso dei media, i capitali istituzionali riescono a influenzare un mercato pur avendoci investito pochissimi capitali e quindi non essendone assolutamente protagonisti in termini concreti.

Il trucco è molto vecchio e ha “illustri” precedenti storici, come abbiamo spiegato in un recente articolo.

Siamo dunque in una situazione complessa.

L’establishment, soprattutto in America, sta prendendo il controllo totale dei social di internet, che pesano per il 70% nella comunicazione globale (il resto è monopolizzato dalle televisioni, già saldamente in mano al potere); percio’ sarà sempre piu’ difficile far comprendere alle masse la situazione reale del mercato.

Allo stesso tempo, le vicende del Venezuela, dell’Iran e della Turchia, cosi’ come la precaria situazione economica cinese, le guerre valutarie e la lacerante lotta di potere tra la Casa Bianca e il Congresso in USA creano uno scenario sfavorevole all’affermazione delle cripto nella finanza istituzionale.

Neanch’io, se fossi nei panni del responsabile di una qualsiasi istituzione americana, mi sognerei di lasciare a briglia sciolta delle valute digitali che potrebbero essere usate dal mio nemico o potrebbero favorire squilibri geopolitici.

Quindi dobbiamo rassegnarci al fatto che né i media, né l’establishment finanziario saranno, almeno nel medio termine, un fattore determinante per l’innesco di un trend a rialzo nelle criptovalute….semmai saranno un fattore frenante.

Cio’ non significa, pero’, che non ci sia alcuna possibilità di vedere nel medio termine una inversione del trend laterale-ribassista attuale.

Tale inversione sarebbe per ora interamente nelle mani del mercato retail, cioè degli investitori individuali, e delle capacità degli exchange retail di manipolare a rialzo le loro piattaforme.

Quali sono gli elementi che potrebbero influenzare questi due fattori?

  • Investitori individuali: nell’articolo già citato avevamo indicato la svalutazione dello yuan come possibile fattore scatenante per gli investitori Cinesi. Allo stesso modo, svalutazioni di altre valute causerebbero corse all’acquisto di cripto nei Paesi interessati (come avviene ora in Venezuela e Turchia). Ma esistono molti altri elementi meno prevedibili, legati alle condizioni economiche delle persone, alla loro libertà finanziaria e al progressivo degrado dei servizi finanziari di cui godono per la vita quotidiana (in un prossimo articolo parleremo di alcuni sorprendenti legami tra le cripto e la situazione dei cittadini in Cina e Turchia).
  • Manipolazione a rialzo: finora le Società che hanno creato nuove criptovalute in questi anni hanno dovuto compensare i loro bilanci con le vendite dei loro asset. Questo fattore, combinato ai maggiori controlli a cui sono sottoposti gli exchanges, non ha spinto a effettuare le spettacolari manipolazioni a rialzo a cui ci avevano abituato. Tuttavia sono abbastanza certo che quando sarà necessario, le manipolazioni saranno ancora possibili, anche qui per motivi che oggi non siamo in grado di prevedere.

La situazione percio’ richiede pazienza e attesa.

Il mercato delle criptovalute è troppo ghiotto perché venga lasciato languire per troppo tempo.

Prima o poi succede sempre qualcosa che rimette in moto la giostra.

Da quando sono nate le cripto, abbiamo già assistito a ben 4 bolle principali e diversi forti rialzi minori:

  • 2010: da $2 a $32 (+ 94%)
  • 2012: da $70 a $230 (+ 70%)
  • 2013: da $173 a $1200 (+ 85%)
  • 2017: da $5800 a $20,000 (+ 71%)

Il 2018, che segue l’ultima bolla dell’elenco e presenta percio’ una apparente stagnazione e depressione dei prezzi, è oggi il momento migliore per entrare nel mercato a quotazioni molto convenienti e predisporsi cosi’ a realizzare alti profitti nella prossima bolla.

Molti investitori, è vero, non hanno ancora dimestichezza con questo mercato, ma non per questo devono rinunciare ai rendimenti che ne potrebbero derivare.

La posta in gioco è cosi’ alta che vale la pena utilizzare questo periodo di “pausa” del mercato per fare uno sforzo di “aggiornamento”, in modo da dotarsi di tutti gli strumenti necessari a non lasciarsi sfuggire le prossime occasioni che, una volta perse, difficilmente si ripresenteranno nel corso di una sola vita.

Anche gli investitori istituzionali della finanza tradizionale stanno approfittando dei prezzi bassi di questa stagione per fare incetta di criptovalute.

In questo articolo abbiamo descritto come cio’ stia avvenendo proprio adesso nelle criptovalute, spiegando anche che, fin dagli albori della rivoluzione industriale, è proprio questa la strategia usata dagli “squali” della finanza: manipolare a ribasso i prezzi per acquistare a prezzi convenienti gli asset piu’ preziosi di un mercato.

E per affrontare le lunghe fasi di stagnazione del mercato, abbiamo reclutato nuovi consulenti che ora gestiscono un servizio di trading piu’ veloce che sfrutta i rimbalzi di alcune “altcoin” attentamente selezionate per realizzare guadagni anche quando la massa degli investitori non riesce a ottenere nulla (ad esempio, su LOOM e Cardano abbiamo chiuso un trade a fine luglio che ci ha fruttato il 50% e il 20% rispettivamente).

Il nuovo servizio si chiama “BlockchainTop Income Intelligence” e ha in portafoglio 5 coin che puoi comprare oggi a prezzi ancora migliori di quelli che avevano quando li abbiamo inseriti:

Income Intelligence, grazie ai suoi costanti rendimenti ottenuti nei rimbalzi che sempre accadono durante le fasi di stagnazione, ti permette di aspettare con serenità la prossima fase rialzista di questo mercato (che alcuni prevedono per fine 2018 o metà 2019) continuando a realizzare un livello sufficiente di profitti anche in pieno mercato ribassista.

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Alla tua prosperità!

Il team di BlockchainTop

PS.: Ricorda: anche se in apparenza il mercato delle crypto sembra in stagnazione, i fondamentali economici di questo mercato raccontano una storia del tutto diversa

Gli utenti delle grandi piattaforme sono sempre in crescita, anche se oggi il mercato è in ribasso.

L’hashrate di bitcoin continua a incrementarsi, denotando un continuo investimento di capitali in nuovi hardware che migliorano la velocità e la convenienza del mining.

Le grandi firme della finanza tradizionale stanno preparandosi per assumere il controllo quando le quotazioni inizieranno a salire.

Tutto questo non succederebbe, se i grandi investitori pensassero che le cripto non valgano piu’ la pena!

Al contrario, chi conosce davvero questo mercato, si sta già preparando per non perdersi il prossimo grande trend rialzista; e dovresti fare lo stesso anche tu!

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