Criptovalute: ecco le prime scadenze dell'anno nuovo

Criptovalute: ecco le prime scadenze dell’anno nuovo

Il 3 gennaio del 2019, convenzionalmente inteso come il “compleanno” di bitcoin, era la data convenuta dall’iniziativa “proof of keys” di cui abbiamo parlato qui.

La proposta era di riaffermare la propria “sovranità monetaria” (tornando all’originario ideale ispiratore di bitcoin) ritirando tutti i bitcoin dagli exchanges per depositarli nei propri wallets, cioè nella blockchain.

Al momento in cui scrivo, il temuto effetto “bank run” non sta avvenendo. Gli exchanges non sembrano avere problemi di liquidità dovuti a un massiccio esodo di coins; come dimostra anche la quotazione di bitcoin, che risulta stabile.

A meno di sorprese dell’ultima ora, quindi, questa iniziativa la possiamo dare come superata.

A non molta distanza da questa, pero’, ossia il 24 gennaio, scade una delle date piu’ attese dagli investitori, eccitati dall’eccessiva copertura mediatica sulla possibile attivazione di Bakkt, la piattaforma con cui NYSE, la borsa di New York (la borsa piu’ grande del mondo) vorrebbe inserire bitcoin nel suo ampio paniere di titoli.

Anche questo evento lo abbiamo discusso in diversi articoli, il piu’ esaustivo dei quali è questo.

Tieni presente che l’articolo è stato scritto a settembre e risente quindi di un eccessivo ottimismo non ancora mitigato dagli approfondimenti che abbiamo fatto in seguito.

Tuttavia, anche se ora, diversamente da settembre, riteniamo che l’impatto di Bakkt non sarà clamoroso come molti credono, dobbiamo ammettere che il sistema con cui il NYSE ha predisposto l’integrazione di bitcoin in borsa è davvero molto rigoroso, equo e tecnicamente impeccabile.

Il valore dell’articolo resta percio’ nelle spiegazioni dettagliate fatte a suo tempo su questo sistema, che dimostrano come si tratti di una iniziativa molto seria su cui vale la pena focalizzare la nostra attenzione.

Ma da qui a pensare che dal 24 gennaio vedremo il prezzo di bitcoin schizzare alle stelle, ce ne vuole…

Anzi, a questo proposito, vorrei proporre qualche suggerimento per chi vuole accumulare bitcoin approfittando delle basse quotazioni attuali.

Il 24 gennaio infatti potrebbe accadere una delle tre cose:

  1. l’apertura di Bakkt viene rimandata
  2. Bakkt viene effettivamente aperto, ma in assenza di approvazione della “Consob” americana, non puo’ essere ancora usato
  3. Bakkt viene aperto a tutti gli effetti, ma senza che cio’ produca effetti di rilievo nelle quotazioni di bitcoin

Considerando che il moderato aumento di capitalizzazione avvenuto su bitcoin negli ultimi 30 giorni è sicuramente dovuto all’attesa di questo evento, è molto probabile che uno dei tre esiti citati sopra produrrà un’altrettanto moderata discesa dei capitali e quindi delle quotazioni.

Quindi, se stai accumulando bitcoin proprio in questo periodo, ti consiglio di non comprare tutto in questi giorni, ma di rimandare almeno la metà della spesa a dopo il 24 gennaio, quando forse potresti trovare dei prezzi piu’ convenienti di oggi.

In questo modo, comprando prima e dopo questa data, aumenterai le chances di non essere penalizzato da un (improbabile) aumento, oppure da una (piu’ probabile) discesa delle quotazioni post 24 gennaio.

Intendiamoci, pero’…con questo non sto dicendo che l’inserimento di bitcoin nel NYSE, per il fatto di rendere molto piu’ accessibile questa coin alle masse, non potrebbe portare un aumento delle quotazioni.

Sto solo dicendo che i tempi con cui di solito avvengono queste cose, sono molto piu’ lunghi di quanto si crede.

Lo abbiamo spiegato bene in questo articolo, che racconta eventi simili avvenuti nelle borse in passato (l’inserimento dei titoli cinesi o di quelli taiwanesi in un etf, ad esempio).

Wall Street effettua queste integrazioni in modo graduale, evitando con cura le possibilità di creare bolle improvvise.

Poi scommettere quindi che se davvero il 24 gennaio facesse scoppiare una corsa agli acquisti, in poco tempo vedrai bitcoin chiuso per eccesso di rialzo o altre diavolerie del genere…

Passando invece alle “cose serie”, cioè ai fondamentali economici che finora hanno realmente avuto un influsso sui prezzi, ribadisco quanto detto nei nostri articoli piu’ recenti (ad esempio questo e questo) e cioè che bitcoin finora non si comporta come una “moneta” ma come un titolo di borsa e/o un bene rifugio.

Pertanto, i fattori che possono davvero aumentarne la quotazione sono (rispettivamente):

  • un aumento del potere d’acquisto (soprattutto in Cina e in Asia in genere), oppure al contrario:
  • una crisi valutaria che spinga alcune popolazioni a spostare parte dei capitali in bitcoin

Per tale motivo, anche se continueremo a prendere sul serio la vicenda di Bakkt e del NYSE, resteremo molto focalizzati su quanto sta avvenendo in Cina e nei mercati internazionali.

A meno quindi di improbabili sorprese del 24, il nostro prossimo articolo parlerà di alcuni importanti cambiamenti che stanno avvenendo in Cina e potrebbero modificare i fondamentali economici che attualmente stanno avendo un impatto recessivo nei confronti delle cripto.

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