Criptovalute: c'è una luce in fondo al tunnel e si chiama Europa...

Criptovalute: c’è una luce in fondo al tunnel e si chiama Europa…

In questi giorni bui del mercato, quando tutti sono concentrati sul nuovo ribasso che ha definitivamente rimandato il trend rialzista a data da destinarsi, il quadro generale delle cripto mostra al contrario segnali incoraggianti.

Chi ha investito in bitcoin o ethereum negli anni scorsi sa già che il mercato delle cripto puo’ avere lunghi periodi di pausa.

Quando comprai i miei primi ethereum a 12 dollari, il mercato torno’ a 7 dollari per un tempo che mi sembro’ lungo una vita.

All’epoca non potevo sapere che ethereum sarebbe diventato un pilastro di questo mercato, ma stetti ad ascoltare alcuni esperti (che guarda caso, ora fanno parte del team di BlockchainTop) e tenni duro fino al ritorno della quotazione per me piu’ rassicurante a 12 dollari.

In momenti come questi non ha molto senso concentrarsi sui prezzi o sulle analisi tecniche, perché non si fa altro che confermare quanto già si sa, cioè che siamo in una fase ribassista.

Diversamente da quando ethereum costava 12 dollari, oggi ci sono molti piu’ mezzi d’informazione che ci permettono di capire cosa succede a un livello piu’ strutturale.

Perché allora non utilizzarli per capire gli sviluppi futuri, invece di concentrarsi sul presente, che non ci dice granché?

D’accordo, uno dei motivi di questa lunga fase ribassista è l’offensiva delle autorità americane contro le cripto.

Ma considera che finora nessun paese (nemmeno la Cina) è mai riuscito a comprimere per sempre l’affermazione globale delle cripto. E nemmeno l’America ci riuscirà…

Soprattutto se in altri paesi verranno adottate politiche di segno opposto a quella americana.

Ecco perché con questo articolo, fin dalla seconda metà di febbraio, BlockchainTop ha iniziato a seguire un filone poco coperto dai media: il cammino dell’Unione Europea verso la legalizzazione delle criptovalute e delle ICO.

E oggi sono emerse importanti novità in questo senso.

Praticamente, siamo a un passo da un’Europa ufficialmente e legalmente cripto e ICO-friendly; e tutte le istituzioni europee stanno collaborando all’unanimità per raggiungere questo scopo.

Nel nostro già citato articolo di febbraio avevamo descritto una forte lobby socialista filo-cripto nel Parlamento Europeo.

Ma i fatti che ti raccontero’ oggi coinvolgono tutte le maggiori forze politiche dell’Unione, guidate dalla leadership tedesca nella sua irresistibile presa di potere di questi giorni.

Il “golpe bianco” dei tedeschi nell’Unione Europea è infatti avvenuto nel silenzio dei media il 21 febbraio scorso.

In Italia ne ha parlato questo sito, riprendendo un’inchiesta di Libération fatta pochi giorni prima.

In pratica, il 21 febbraio è stato nominato a capo della Segreteria dell’Unione Europea Martin Selmayr, il piu’ influente burocrate tedesco dell’Unione.

Tale nomina, che è diventata effettiva il 1 marzo scorso, pare sia stata del tutto illegale e sembra essere il risultato di una vera e propria congiura di palazzo (rimando all’articolo già citato e a quest’altro articolo per tutti i dettagli).

Giustamente Libération osserva che da oggi tre delle quattro istituzioni-chiave europee sono diventate tedesche (il Parlamento, la Segreteria e il Tribunale generale). Manca la Banca Centrale, che a fine 2018 perderà la guide/" 2639 rel="nofollow" target="_self">guida di Draghi e probabilmente verrà occupata dal capo della Bundesbank.

Cosa comporta questo ai fini della legalizzazione delle cripto?

Dobbiamo ricordare, come abbiamo detto in un nostro articolo, che la Germania è l’unico paese europeo ad aver già legalizzato le ICO, ovvero il motore economico per lo sviluppo di qualsiasi progetto legato alle blockchain e alle criptovalute.

Un’Europa a guide/" 2639 rel="nofollow" target="_self">guida tedesca quindi non potrà che allinearsi alla forte presa di posizione assunta da quel paese su tale settore.

Anzi, lo sta già facendo…

Giovedi scorso infatti è stato approvato un tassello importante per questo cammino di legalizzazione voluto dalla Germania.

La Commissione Europea ha infatti varato il Piano d’Azione per il Fintech, nel quale sono state incluse anche le linee guide/" 2639 rel="nofollow" target="_self">guida per la legalizzazione delle ICO e delle criptovalute.

Interessante notare la lucida consapevolezza delle finalità di questo piano, che secondo il documento sono:

  1. “utilizzare i rapidi progressi tecnologici di questo settore a beneficio della produttività e l’economia dell’Europa e i suoi cittadini”.
  2. promuovere la competitività e l’innovazione del settore finanziario europeo
  3. assicurare l’integrità del sistema finanziario europeo

A febbraio, noi di BlockchainTop non avevamo letto questo documento, ma avevamo ipotizzato che:

“…La Svizzera e l’Europa hanno in comune la necessità di mantenere alto il PIL a fronte della concorrenza sempre piu’ agguerrita di USA e Cina.

La loro priorità è quella di mantenere un tessuto produttivo competitivo in un territorio molto limitato, cercando di attirare quante piu’ opportunità possibili, da qualunque parte provengano.

E come giustamente è stato rilevato dalla proposta del Parlamento Europeo, le ICO sono uno strumento perfetto a tale scopo.”…

E poi in un altro articolo avevamo ribadito che:

“…è indubbio che si sta profilando una differenza sempre piu’ marcata tra l’area europea, dove le ICO sono viste come un’opportunità per aumentare il PIL e compensare la perdita di competitività produttiva e monetaria, e l’area americana, dove le ICO sono ritenute un pericoloso “incubatore” di società che, una volta cresciute, potrebbero insidiare i monopoli dei vari Facebook, Google e compagni.”

Ora, a leggere il Piano d’Azione appena varato, queste finalità sono confermate e ben delineate:

l’Europa ha scelto le cripto come opportunità per il futuro e non metterà i bastoni fra le ruote al loro sviluppo (purché ovviamente rientrino nel campo della legalità).

L’importanza di questo documento deriva da due aspetti che lo rendono molto piu’ vincolante rispetto al documento di cui ci eravamo occupati a febbraio:

  1. e’ un documento della Commissione (quindi è qualcosa di deliberativo. Non ha un mero valore propositivo come il documento parlamentare di febbraio)
  2. è un Piano d’Azione (nelle liturgie della Commissione, si tratta di un documento che traccia delle linee guide/" 2639 rel="nofollow" target="_self">guida che devono essere attuate. Quindi siamo già in una fase operativa).
  3. è un documento finale, quindi approvato da tutti i principali gruppi politici (diversamente dal documento di febbraio, che era il prodotto di una singola lobby socialista, per quanto potente).

In pratica, ormai la strada è tracciata ed è molto improbabile che si torni indietro.

Le criptovalute hanno appena conquistato una importante zona del mondo occidentale, a sua volta legata a territori circostanti molto piu’ estesi che sono sotto la sua influenza.

Come investitori, se avremo la pazienza di “tenere duro”, sentiremo certamente gli effetti di questa irresistibile affermazione.

Su con la vita!

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