Coinmarketcap manipola il mercato delle criptovalute?

Coinmarketcap manipola il mercato delle criptovalute?

C’erano già delle voci in giro sulla questione della affidabilità dei dati forniti da Coinmarketcap, il sito che tutti noi consultiamo ogni giorno per vedere le quotazioni delle nostre cripto preferite.

Ma ora un gruppo, purtroppo anonimo, di Twitter (@CoinMarketCapd) sta sciorinando dati estrapolati su 500 criptovalute per verificare eventuali discrepanze che potrebbero incidere sul ranking delle valute e quindi sulla loro quotazione e la loro capacità di negoziare con gli exchange la loro presenza nei listini.

Il principale indagato è stato il “Circulating supply”, cioè la quantità di coin circolante, un dato fondamentale che definisce l’inflazione o la deflazione di una certa valuta, valori che a loro volta determinano:

  • il ranking di una valuta (la sua posizione nell’elenco delle cripto fatto da Coinmarketcap secondo l’importanza della loro capitalizzazione)
  • la quotazione (il prezzo in dollari o bitcoin che dovrebbe riflettere la scarsità o la disponibilità della valuta)
  • la presenza o meno negli exchanges (queste piattaforme decidono se listare o meno una valuta soprattutto sulla base del suo ranking in Coinmarketcap)

Nei casi piu’ estremi, quando Coinmarketcap alla voce “Circulating supply” mette “0” o un punto interrogativo, questo valore puo’ perfino dichiarare “morta” una valuta che magari non lo è.

A detta del gruppo Twitter, molti team di criptovalute (che preferiscono restare anonimi per non incappare in “vendette” da parte dell’influente sito) dichiarano di aver disperatamente contattato Coinmarketcap per segnalare errori, anche pesanti, nella valutazione della quantità circolante delle loro valute, senza pero’ avere mai avuto risposta (in alcuni casi la risposta avviene, ma il sito rifiuta di aggiornare i dati).

Come risultato, i dati forniti da Coinmarketcap contengono molti errori clamorosi che ad oggi non c’è modo di far correggere.

Il gruppo Twitter ne ha individuato una quantità intollerabile su valute anche piuttosto note.

I dati raccolti sono stati pubblicati in questi articoli, dai quali mi limito a estrapolare, a titolo esemplificativo, la lista di valute che sono state “favorite” o “penalizzate” da Coinmarketcap (cioè valute che risultano piu’ o meno capitalizzate di quanto siano in realtà):

NOTABLE GAINERS:
Stellar (XLM) — Circulating supply inflated by 228.11%
Bytom (BTM) — Circulating Supply inflated up to 36.17%
Neo (NEO) — Circulating supply inflated up to 30%
Aeternity (AE)— Circulating Supply inflated up to 20.29%
Augur (REP) Circulating supply inflated up to 20%.
Waves (WAVES) — Circulating supply inflated up to 15%
Stratis (STRAT) — Circulating supply inflated up to 14.17%

NOTABLE LOSERS:
Binance Coin (BNB) — 34.52% more BNB needs to be added to current circulating supply on CMC.
Qtum (QTUM) — Up to 30% more QTUM needs to be added to current circulating supply on CMC.
Ark (ARK) — Up to 30.83% more ARK needs to be added to current circulating supply on CMC.
Cardano (ADA) — Up to 20% more ADA needs to be added to current circulating supply on CMC.

Il gruppo Telegram (il cui anonimato purtroppo pone pesanti limitazioni alla sua affidabilità) ipotizza che questi “errori” siano intenzionali e dunque legati ad attività illecite quali:

  • insider trading (gli operatori – anch’essi anonimi – di Coinmarketcap potrebbero provocare dump e pump programmati per ottenere guadagni dal trading)
  • accordi con i team di alcune cripto (per creare falsi volumi di scambi che influenzino la decisione di un exchange sul listing della valuta oppure per sfavorire – o portare all’estinzione – le valute concorrenti).

Lascio alla pazienza dei lettori il compito di verificare le analisi del gruppo Telegram in questione (si tratta di verifiche piuttosto banali che tutti possono fare e sono ampiamente spiegate negli articoli già citati).

Ma anche se le accuse contro Coinmarketcap si dimostrassero infondate, una riflessione è d’obbligo.

Possibile che nel settore che ha come bandiera la sicurezza dei dati e la loro decentralizzazione siamo costretti ad affidarci a un sito centralizzato che per giunta pratica il tipo peggiore di centralizzazione, essendo anonimo e non obbedendo ad alcun sistema oggettivo e condiviso di verifica?

A volte dimentichiamo quanto sia ancora pionieristico e per certi versi ingenuo il settore della blockchain e delle criptovalute.

Ma questi esempi ci fanno aprire gli occhi su quanta strada c’è ancora da fare.

Quando leggi articoli di gente poco informata secondo cui questo settore è al capolinea, che siamo alla fine di una “bolla” e cose del genere, guarda al quadro generale e ritroverai il senso della realtà…

Altro che capolinea: qui siamo ancora all’età della pietra! Pensa che succederà quando arriveremo al Rinascimento o alla Rivoluzione Industriale!

Il team di BlockchainTop News

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