C'è una lobby di ethereum nell'Unione Europea? Con quali conseguenze?

C’è una lobby di ethereum nell’Unione Europea? Con quali conseguenze?

L’unico magazine europeo sulle criptovalute che abbia un certo peso, Criptonoticias, ha riportato ieri una notizia che i soliti magazine americani, come Coindesk, CCN, Bitcoin News e compagni si sono guardati bene dal riportare.

Secondo il magazine spagnolo, pare infatti che il Parlamento Europeo, ostentando una presunta preferenza per la tecnologia ethereum, stia facendo davvero innervosire i maggiori esponenti della comunità bitcoin.

La materia del contendere è una proposta parlamentare di ampio respiro per una trasformazione di tutti i “settori chiave dell’economia e della società” attraverso la tecnologia della blockchain.

Tale proposta, snobbando completamente bitcoin, si permette di additare la blockchain di ethereum come la scelta migliore in termini di sostenibilità energetica, dal momento che, si sa, lo sforzo per minare i bitcoin è fra le attività piu’ dispendiose al mondo e rischia di prosciugare le riserve di un intero paese.

Come se non bastasse, questi parlamentari si sono anche permessi di dire che le ICO (cito): “hanno un grande potenziale per finanziare l’innovazione e accelerare il trasferimento di tecnologie nella blockchain”, invitando la Commissione ad elaborare un quadro di riferimento per una loro conduzione sicura e priva di rischi.

Sappiamo bene che quasi tutte le ICO sono fatte attraverso gli smart contract di ethereum e che quindi sono considerate uno dei fattori trainanti di questa blockchain.

Percio’ per i tifosi di bitcoin, proporre con ragionevolezza e semplicità una regolamentazione delle ICO, senza far precedere tale proposta dai soliti paranoici scenari di truffe milionarie, di creduloni presi per i fondelli e di associazioni a delinquere nascoste dietro un innocente sito web, tradisce certamente un interesse di parte…cioè della parte di ethereum… E sai una cosa? Nonostante tutto, forse hanno ragione, come ti diro’ fra poco…

Ma andiamo con ordine…

La ciliegina sulla torta è stata la decisione, presa solo due giorni dopo dal Parlamento, di affidare alla ConsenSys la gestione dell’Osservatorio sulla Blockchain che dovrebbe produrre le analisi, le proposte e le conoscenze necessarie per la trasformazione di “tutti i settori chiave della società e dell’economia europea” auspicata dalla proposta di cui abbiamo appena parlato.

Ora, ConsenSys è quella società americana che gestisce contratti di implementazione della rete ethereum e che ha come motto “Harness the power of ethereum” (Sfrutta il potere di ethereum).

Inutile dire come l’hanno presa quelli di bitcoin…

Rimando alla lettura dell’articolo di Criptonoticias per i dettagli del dibattito fra gli esponenti del mondo bitcoin e quelli del Parlamento Europeo, colpevoli di lesa maestà verso la piu’ antica (e attualmente la piu’ inutile) fra le criptovalute.

Da parte mia invece vorrei condividere con te alcune considerazioni che questo episodio mi ha fatto balenare alla mente.

Se hai letto i miei articoli precedenti, sai qual’è il mio quadro di riferimento, quando parlo di politica applicata alle criptovalute.

In questo articolo trovi lo schema completo, che si puo’ riassumere in due motti:

  1. Le criptovalute e la blockchain hanno dietro di loro una tecnologia esplosiva, paragonabile all’invenzione delle macchine a vapore o della stampa.
  2. Ma questa tecnologia, per ora, non ci sta portando verso un mondo migliore in cui tutti condividono pacificamente i vantaggi delle innovazioni che produce. Al contrario, sta portando divisioni feroci fra stati, istituzioni, multinazionali, distruggendo antichi privilegi e monopoli per crearne altri.

L’episodio che ti ho raccontato percio’ è solo un tassello di questo quadro generale.

Vediamo dunque di unire i vari punti per scoprire cosa c’è dietro.

La principale accusa mossa dalla comunità di bitcoin nei riguardi del gruppo parlamentare che ha elaborato quella proposta, è stata di aver preso una decisione di parte, preferendo una tecnologia piuttosto che un’altra, senza averla prima confrontata con tutte le alternative disponibili.

Chi pero’ conosce un po’ il Parlamento Europeo e la Commissione (e i suoi cittadini hanno avuto 40 anni per farlo), non puo’ fare a meno di notare che è invece proprio questo il loro abituale modo di procedere.

Di solito, quando un gruppo parlamentare spinge per elaborare una proposta condivisa, che poi viene votata e portata in Commissione per tradurla in direttive concrete per tutti gli Stati membri, ha già fatto il lavoro preliminare di confronto e di valutazione.

Normalmente queste proposte stabiliscono sempre una soluzione preferenziale già fissata, scelta fra tante disponibili.

Che sia il prodotto di una pressione lobbistica o il risultato di una accurata analisi, va valutato caso per caso.

Anche l’affidamento dell’Osservatorio per la Blockchain a una Società ben precisa, la ConsenSys, pare sia stata fatta con regolare gara d’appalto (come riferito a Criptonoticias da Eva Kaili, membro dell’Alleanza Progressista dei Socialdemocratici).

Piu’ interessante è invece la questione relativa alle ICO, perché in fondo è da li’ che passano i soldi veri…

Il modo in cui questo gruppo parlamentare europeo valuta e divulga all’esterno le informazioni su questo strumento economico innovativo tradisce molto di piu’ dei punti precedenti.

Le ICO non sono una innovazione tecnologica, ma una innovazione economica.

Una volta che uno Stato permette che questa innovazione prosperi nel proprio territorio, deve tener conto delle inevitabili conseguenze (diciamo pure, del terremoto) che provocherebbe sull’assetto economico generale.

Le dimensioni di una ICO media, in termini di soldi raccolti dalle Società che le bandiscono, sono di gran lunga superiori a quelli delle maggiori IPO della storia umana.

Questo giro d’affari dev’essere percio’ trattato con cautela.

Finora, gli unici Paesi che hanno una legge che regolamenta (e quindi legalizza) le ICO, sono la Svizzera e Gibilterra (a breve lo farà anche la Spagna).

E dal momento che è dalla Svizzera che ti scrivo, posso dirti che mettere su una normativa per le ICO è abbastanza semplice.

Ci hanno messo un annetto a farla, non di piu’.

Bastano poche regole per rendere del tutto impossibile le truffe e far pagare alle Società le giuste tasse come contributo alla collettività (le ICO non sono altro che banali aste. E’ molto piu’ difficile fare il codice stradale).

E durante tutto il tempo necessario a dotarsi di questa normativa, nessuna istituzione svizzera ha mai divulgato notizie “terroristiche” sulle ICO, mostrando quindi un atteggiamento molto simile a quello dei parlamentari che hanno redatto quella proposta al Parlamento Europeo.

La cosa appare piu’ chiara se la confrontiamo con cio’ che accade invece negli Stati Uniti.

Sono almeno due anni che le maggiori istituzioni americane, cioè la SEC (Security and Exchange Commission, che vigila sulla Borsa), la CFTC ( Commodity futures trading Commission, l’authority sui derivati) la Fed (Federal Reserve, la Banca Centrale) o il Congresso, invece di regolamentare le ICO, dicono che è necessario regolamentarle, perché sono uno strumento oscuro e rischioso da cui tutti dovrebbero tenersi alla larga.

Anche i magazine americani che trattano notizie sulle criptovalute (quelli che ho citato all’inizio dell’articolo) ci riferiscono ogni starnuto del piu’ oscuro funzionario della SEC o della CFTC che rilascia dichiarazioni sulla pericolosità delle ICO, su quanto esse siano rischiose per gli ingenui che vi partecipano e sulla assoluta necessità di regolamentarle (chissà quando, pero’…).

Piu’ che di informazione, si tratta di terrorismo mediatico, fatto per danneggiare quelle parti del mondo (Svizzera, Europa) che al contrario hanno già o stanno seriamente lavorando per avere un quadro normativo entro cui far entrare queste immense ricchezze senza rischi per lo Stato e per gli investitori.

Ecco perché è cosi’ importante il modo in cui uno Stato o una istituzione “parla” delle ICO.

Come giustamente affermato dalla comunità bitcoin, il fatto che il Parlamento Europeo (o almeno, un  suo gruppo influente) NON si occupi di diffamare le ICO con la scusa di volerle regolare, ma si appresti a regolamentarle davvero, in modo obiettivo e scientifico, senza ambiguità e tentennamenti, tradisce certamente una impostazione precisa che questo gruppo vorrebbe far adottare a tutti gli Stati membri.

Avviarsi verso la stessa strada praticata da Svizzera e Gibilterra, è una precisa scelta economica dalle conseguenze profonde. E utilizzare ethereum come strumento di questa scelta, non è cosa da poco.

I tifosi di bitcoin hanno quindi tutte le ragioni per allarmarsi…

Tanto per dirne una, le ICO sono un modo per le piccole start up di ricevere enormi finanziamenti con una velocità e facilità che i giganti economici del web come Amazon, Google e Facebook non avevano ai loro tempi.

Ti immagini cosa succederebbe in America se in pochi anni questi giganti dovessero fronteggiare per la prima volta dei veri concorrenti (finanziatisi con le ICO) capaci di far perdere le loro posizioni monopolistiche?

Ecco perché in America continueranno a dire che le ICO sono uno strumento del diavolo…

Gli USA inoltre sostengono fortemente l'”americanità” delle loro grandi aziende. Non solo in ottemperanza al motto “America first” dell’attuale governo, ma soprattutto per il fatto che ormai Amazon, Google e Facebook consentono di dominare i dati e le informazioni di almeno metà del pianeta.

Un forte generatore di finanziamenti come le ICO al contrario tenderebbe a rimescolare le carte nel tessuto produttivo di questo Paese, mettendo in pericolo la sua uniformità (che nel caso americano è una questione di sicurezza nazionale, per i motivi che ti ho appena detto).

Ecco perché, non solo non c’è interesse a fare degli USA un territorio ICO-friendly, ma si cerca di danneggiare (con una attenta strategia mediatica) quelle zone del mondo sviluppato che al contrario stanno per avvantaggiarsi di questa potenziale bomba economica.

La Svizzera e l’Europa hanno in comune la necessità di mantenere alto il PIL a fronte della concorrenza sempre piu’ agguerrita di USA e Cina.

La loro priorità è quella di mantenere un tessuto produttivo competitivo in un territorio molto limitato, cercando di attirare quante piu’ opportunità possibili, da qualunque parte provengano.

E come giustamente è stato rilevato dalla proposta del Parlamento Europeo, le ICO sono uno strumento perfetto a tale scopo.

Quindi, in conclusione, possiamo dire che in Europa la strada è spianata per le ICO?

Non sarei ancora cosi’ ottimista…

Per ora, questo bizzarro litigio tra l’americanocentrico mondo bitcoin e il piu’ globalista mondo ethereum dimostra solo una cosa: che nel Parlamento Europeo esiste una lobby che supporta il secondo…

Se questa lobby sapra’ farsi valere, ne vedremo delle belle.

Ma non bisogna dimenticare come funziona l’UE…

Anche li’ le lobby si confrontano in una silenziosa battaglia, di cui abbiamo appena sentito un’eco lontana, grazie all’unico magazine spagnolo che ha riportato la notizia…

In questa guerra globale scatenata dall’avvento della blockchain, anche i media fanno la loro parte.

Se ascolti solo la campana dei media americani (Coindesk, CCN, Bitcoin News ecc.) potresti pensare che l’avvento delle ICO (e piu’ in generale di un tessuto produttivo-economico basato su ethereum) sia osteggiato dai governi (da tutti i governi).

Invece non è cosi’.

Come al solito, il modo in cui si adottano le diverse blockchain è molto differente tra una zona del mondo e l’altra.

Percio’ è cosi’ importante che tu ti informi anche leggendo i media europei, non solo americani (puoi leggere Criptonoticias e anche il nostro BlockchainTop News, ad esempio).

Non puoi permetterti di perdere di vista il destino di ethereum in Europa, perché una eventuale adozione a livello europeo sarebbe un salto in avanti nel ciclo economico di questa blockchain.

Tutte le innovazioni economiche profonde hanno una fase in cui, dal “brodo primordiale” iniziale emergono due o tre grandi monopolisti che finiscono col dominare l’innovazione.

E’ successo con la “bolla” informatica degli anni ’90, dove i vari Microsoft, Google, Facebook ecc. sono rimasti soli a guidare il mercato mentre le altre centinaia di aziende che c’erano allora fallirono.

In questa “bolla” della blockchain invece NON siamo ancora arrivati alla fase monopolistica.

Ogni anno continuano a nascere centinaia di progetti che si affiancano alle centinaia di idee e realizzazioni già presenti, ma fra questi ancora non emergono pochi vincitori assoluti…

Una eventuale affermazione di ethereum in un territorio cosi’ vasto come quello europeo, potrebbe al contrario innescare una tendenza monopolistica che farebbe una grande differenza, anche a livello di quotazione della criptovaluta corrispondente.

Come “bieco speculatore”, se sei investito in ethereum è importante per te avere una visione pluralistica di questi fenomeni, senza limitarti a cio’ che ti fanno credere i media americani.

Iscrivendoti gratis a BlockchainTop News sarai sempre avvisato sulle notizie che realmente fanno la differenza in questo senso…

Noi non ci limitiamo a copiare o a tradurre le notizie di Coindesk, puoi starne certo…

Seguiremo con attenzione il destino di ethereum nello spazio europeo, e tu sarai fra i pochi a esserne informato!

Alla tua prosperità!

Mariangela Badano per BlockchainTop News

AVVISO: Il presente articolo rispecchia le opinioni dell’autore, non necessariamente quelle di BlockchainTop.
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