Bitcoin: il solito trucco delle mani forti sta funzionando

Bitcoin: il solito trucco delle mani forti sta funzionando

Chi conosce la storia economica americana e non solo, sa che un certo copione si ripete sempre uguale, ogni volta che viene scoperto un nuovo settore non ancora regolato da leggi ufficiali.

Il copione prevede che quando le mani forti vogliono impadronirsi del settore in questione, approfittano della mancanza di regole per far scendere i prezzi con metodi poco convenzionali, in modo da comprare gli asset piu’ convenienti.

Ad esempio, a metà del XIX secolo George Hearst, padre del magnate editoriale William Randolph Hearst, penso’ di impadronirsi del nuovo settore estrattivo dell’oro americano, arrivando a ordinare omicidi, intimidazioni e disinformazione per costringere le persone a vendere le loro miniere .

Nel Sud Dakota, gli agenti di Hearst acquisirono i giornali per influenzare l’opinione pubblica, iniziando cosi’ a diffondere voci secondo cui il governo avrebbe confiscato tutte le miniere della zona, gettando sul lastrico i loro proprietari.

I proprietari credettero alle voci e vendettero le loro miniere per pochi centesimi agli agenti di Hearst.

Una serie televisiva (Deadwood, della HBO) racconta una delle acquisizioni maggiori fatte da Hearst e soci con questo sistema: la miniera di Homestake, comprata per $ 70.000 ($ 1,7 milioni in dollari di oggi).

Homestake sarebbe diventata la miniera d’oro più ricca della storia degli Stati Uniti, producendo dal 1879 al 2002, 44 milioni di once d’oro e 9 milioni di once d’argento.

Ai prezzi attuali, si tratta di un totale di $ 56,5 miliardi di metalli preziosi.

Come dicevo, questo copione si è ripetuto infinite volte nella storia economica, anche in tempi recenti.

In America, dopo la crisi immobiliare nel 2010-2012, le istituzioni (fondi pensione, hedge fund ecc.) hanno iniziato a comprare migliaia di immobili pignorati, mentre i singoli investitori non potevano nemmeno ottenere un mutuo.

Nel 2003, dopo il crollo delle dot-com, i fondi iniziarono a comprare titoli di internet e tecnologia a basso costo … mentre i media non avevano ancora digerito lo scoppio della bolla, avvenuta un paio di anni prima, e continuavano a dire al pubblico che era troppo presto per ricomprare quei titoli.

Elemento essenziale per queste oscure manovre è la complicità dei media.

Senza questi potenti strumenti di persuasione, sarebbe impossibile per le mani forti influenzare a piacimento le masse.

Nel mercato delle criptovalute, ad esempio, possiamo vedere coi nostri occhi la trama di un nuovo programma di persuasione occulta.

Ogni giorno i media diffondono opinioni scettiche sulle cripto rilasciate da qualche funzionario della Securities and Exchange Commission (SEC).

Un giorno si e l’altro pure, apprendiamo poi che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) sta avviando una nuova indagine su qualche exchange.

Molte banche centrali sono implicate in campagne fatte per spaventare e allontanare gli investitori dalle cripto, anche se finora solo la banca centrale polacca ha ammesso di averlo fatto nel febbraio del 2018, commissionando a una Società di comunicazione una “campagna diffamatoria” contro il settore.

Da molto tempo siamo assediati dalle voci che minacciano divieti poi smentiti, indagini senza fine.

E per la prima volta nella storia, la parte del leone in questa campagna di disinformazione di massa non tocca ai media tradizionali, bensi’ ai social di internet.

Google e Facebook hanno ormai un peso enorme sull’opinione pubblica, percio’ non stupisce che siano in prima linea in questa truffa 2.0.

Tutti sanno che i due colossi di internet hanno bannato indiscriminatamente tutte le pubblicità che hanno come oggetto le criptovalute o la blockchain.

Ma quella era solo la fase preparatoria della manipolazione.

Pochi conoscono la seconda parte della strategia, che si sta dipanando con molto meno clamore in questi giorni.

Sia Google che Facebook hanno infatti diffuso fra i loro utenti degli avvisi in cui invitano a compilare dei moduli per ricevere il permesso di pubblicare pubblicità sulle criptovalute.

Nella modulistica viene anche esplicitamente richiesto di caricare eventuali documenti che attestano di aver ricevuto qualifiche da enti regolatori finanziari:

Questa modulistica insomma sembra fatta proprio per gli istituti di credito o le banche, non certo per dei semplici blog.

Infatti, secondo questa modulistica, se tu non sei una piattaforma di trading, un consulente finanziario o un istituto di qualche tipo e non sei in possesso di una certificazione (in Italia, è necessaria quella della Consob), il tuo profilo non riceverà il permesso di postare pubblicità legata alle criptovalute.

Il punto saliente di questi moduli NON è la richiesta di una certificazione.

E’ che per compilare questi moduli devi essere per forza una piattaforma di trading, un consulente o un istituto finanziario.

Tanto per essere espliciti, se BlockchainTop, che è un semplice blog di notizie, volesse compilare questi moduli, non potrebbe riempire tutte le caselle.

In pratica, non c’è una modulistica per i blog, ma solo per le piattaforme di trading, i consulenti delle banche e gli istituti finanziari.

In questo modo, i due colossi dei media 2.0, quando riceveranno i moduli compilati dagli utenti, potranno agevolmente selezionare solo banche, piattaforme, istituti di credito e consulenti finanziari e dare il permesso di pubblicità solo a questi ultimi.

Qual’è il risultato?

E’ che al termine di questa “scrematura”, Google e Facebook saranno impostati in modo che chi vende prodotti o strumenti finanziari legati alle criptovalute potrà accrescere la base di utenza con la pubblicità e quindi diffondere meglio le proprie informazioni NON indipendenti.

Al contrario, i blog e i siti che pubblicano semplici notizie sulle cripto e non vendono piattaforme o pacchetti finanziari, avranno un numero di lettori inferiore presso cui diffondere i loro articoli indipendenti.

Grazie ai social impostati in questo modo, la finanza tradizionale potrà diffondere disinformazione in modo piu’ efficace, rispetto ai blog indipendenti.

Il vecchio trucco usato da Hearst per far fuggire gli speculatori dalla miniera di Homestake con la complicità dei giornali locali è stato aggiornato ai tempi moderni, e sta funzionando adesso come nel XIX secolo!

Oggi pero’ è sempre piu’ difficile per la finanza tradizionale fare questo gioco senza che acquisizioni e movimenti valutari, anche lontani dai riflettori, vengano scoperti.

Sappiamo percio’ che, rispettando il solito copione in vigore dal XIX secolo a oggi, a fronte di questa manipolazione dei media e della diffusione di notizie che scoraggiano gli investitori individuali, la finanza tradizionale sta già facendo man bassa delle cripto.

Negli ultimi 90 giorni, infatti, abbiamo visto alcuni dei più grandi investitori al mondo riversarsi nelle criptovalute:

La banca d’investimenti di Wall Street, Goldman Sachs, ha impostato un desk dedicato all’acquisizione di criptovalute.

Susquehanna, la dodicesima più grande azienda di trading al mondo per volumi, ha annunciato di aver iniziato a tradare anche le cripto e ha creato una propria società di custodia per i depositi in cripto.

L’investitore miliardario George Soros, uno dei più grandi moneymaker del mondo, ha dato il via libera alla sua squadra per comprare cripto.

Coinbase, la piu’ grande piattaforma al mondo, ha lanciato un fondo indicizzato sul mercato delle cripto per grandi investitori e istituzioni.

Anche la società di servizi finanziari State Street ha detto che sta prendendo in considerazione la possibilità di aprire un fondi di custodia in bitcoin per investitori istituzionali.

Wellington Capital, con oltre $ 1 trilione di asset in gestione, ha dichiarato l’intenzione di iniziare a fare trading con bitcoin.

La società di venture capital della famiglia Rockefeller, Venrock, ha annunciato l’acquisto di criptovalute.

Ogni importante avvocato in Svizzera, Stati Uniti, Israele, Malta che si occupi di gestione di capitali ti dirà di essere sopraffatto dalle richieste di criptovalute da parte dei suoi clienti istituzionali.

Questa è solo una piccola parte delle notizie circolanti nei media, che ti fanno capire come la finanza che conta stia cercando di entrare in questo mercato e non ha alcuna intenzione di restarne fuori.

Questo fatto pero’ non è sufficiente a rincuorare l’investitore medio, che subisce molto piu’ il fascino delle cattive notizie, soprattutto se provengono da organi ufficiali governativi o para governativi.

Ecco perché nel XXI secolo, proprio come nel XIX e nel XX, la storia sembra ripetersi con impressionante precisione.

Come sempre, grazie alla disinformazione, le mani forti riescono a entrare ai prezzi piu’ convenienti nel nuovo mercato, abbindolando l’investitore medio.

In BlockchainTop News facciamo, per quanto possibile, la nostra piccola parte per tentare di riequilibrare lo scompenso tra notizie reali e disinformazione. Ma sappiamo che è una prova impari.

La finanza tradizionale per ora ha vinto, e si sta facendo beffe degli investitori, come sempre.

Il team di BlockchainTop News

 

  • girolamo ha detto:

    bel servizio continuate cosi

  • MaloMax ha detto:

    ma il ban non era solo per le ico ?

    • Admin ha detto:

      no, per tutti gli argomenti correlati a cripto e blockchain, anche noi ne siamo stati colpiti

  • >
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