ICO: le sei regole d'oro per investire con il minor rischio possibile

ICO: le sei regole d’oro per investire

Con l’attuale enorme eccesso di offerta di ICO e i problemi legali affrontati da progetti come Tezos, il mercato delle ICO è diventato estremamente dinamico e complesso.

C’è un modo per orientarsi in questo ginepraio?

Questo articolo tenta di rispondere alla domanda.

Ma intanto, cosa sono le ICO?

Le ICO sono delle aste online in cui un’azienda start up mette in vendita dei “token”, cioè delle nuove criptovalute create ad hoc utilizzando la blockchain di una valuta di base, generalmente ethereum.

Le persone che si informano sul progetto che la start up vuole realizzare e vogliono contribuire a finanziarlo, non devono fare altro che comprare una certa quantità di token durante la ICO, versando il controvalore sotto forma di altra valuta, generalmente ethereum, nella blockchain della start up.

In questo modo, l’azienda ottiene le somme necessarie a realizzare il progetto, mentre i finanziatori che hanno partecipato all’ ICO potranno realizzare dei profitti legati al valore dei token che hanno comprato.

Spesso infatti, quando il token viene immesso nel mercato delle normali criptovalute, riesce ad aumentare il suo valore anche fino a 10 volte rispetto a quello che aveva quando era stato venduto all’ ICO.

I finanziatori possono cosi’ rivendere il token con un guadagno spesso molto superiore a quello che si ottiene vendendo un immobile o facendo trading in borsa con i derivati.

I grandi profitti che si possono realizzare sono legati pero’ a una serie di fattori non sempre facili da valutare.

Il numero delle ICO rischiose, irrealizzabili o legate a vere e proprie truffe è sempre molto piu’ alto di quello delle ICO che potrebbero invece portare al successo.

Ho pensato percio’ di aiutarti a scegliere in questo ginepraio di offerte selezionando, sulla base delle esperienze delle ICO precedenti, alcune regole che si dimostrano spesso capaci di predire il successo o meno di un’ ICO.

Le sei “regole” di cui ti parlero’ in questo articolo, non sono formule magiche da applicare in modo automatico, ma costituiscono una griglia di valutazione che ti permette di fare una prima selezione superficiale di progetti che pero’ dovranno essere poi valutati uno per uno in modo approfondito.

Partiamo dunque a esaminare in dettaglio le regole per scegliere una buona ICO

1. Meglio le ICO grandi o quelle piccole?

Qui si apre un dibattito infinito fra gli specialisti della materia.

L’investitore ingenuo sarebbe portato a investire nei progetti con alta capitalizzazione.

Il motivo è che ci si immagina che piu’ soldi entrano in un’azienda, piu’ aumenteranno le probabilità che il progetto venga realizzato.

Inoltre, si crede che le grandi aziende ad alta capitalizzazione abbiano piu’ capacità di influenzare il valore dei token immessi sul mercato, un po’ come fanno le aziende quotate in borsa.

Chi conosce pero’ il meccanismo che sta dietro alle ICO, sa che al contrario, le aziende che organizzano un’ ICO per accumulare ingenti somme sono talvolta in contatto con grandi investitori (chiamati in gergo “whales”, balene) che fanno incetta di token prima che inizi l’ ICO vera e propria.

Spesso infatti le aziende che organizzano un’ ICO fanno delle prevendite dei token a prezzi ancora piu’ bassi rispetto a quelli dell’ ICO ufficiale.

Non c’è niente di sbagliato in questo.

Il problema sta nell’entità di queste prevendite.

Se alle “balene” viene permesso di acquistare token per un controvalore di milioni di dollari con uno sconto che non verrà mai preso in considerazione sul mercato ufficiale, cosa accade quando il token viene immesso sul mercato?

Accade che spesso le “balene”, per fare profitti veloci, appena il token viene quotato, lo vendono a un prezzo piu’ basso rispetto alla quotazione ufficiale, realizzando una perdita solo apparente, perché in realtà il prezzo a cui stanno vendendo è sempre piu’ alto di quello goduto nella prevendita.

In questo modo, le “balene” ci guadagnano, ma allo stesso tempo il mercato registra queste forti vendite effettuate a prezzi troppo bassi e adegua il prezzo del token a ribasso.

A volte si genera poi un effetto a catena per cui, se questo ribasso persiste, il token acquista una “reputazione” ribassista fra gli investitori, allungando ulteriormente la sua fase “orso”.

Come dicevo all’inizio pero’, queste non sono regole magiche da applicare in modo automatico.

Diverse aziende che hanno organizzato ICO ad alta capitalizzazione hanno fatto in modo da evitare questi inconvenienti (l’ultima in ordine di tempo è stata l’ottima Raiden).

D’altra parte, le aziende di piccole dimensioni sono fatte a volte da perfetti sconosciuti di cui è difficile stabilire le capacità e l’onestà.

Quindi questa prima regola non puo’ prescindere da una piu’ attenta valutazione fatta con l’aiuto delle prossime cinque regole che stai per leggere…

2. ICO – Reputazione del team

Le aziende con piu’ probabilità di successo sono ovviamente quelle formate da persone che hanno già realizzato altri progetti di successo, che hanno vinto premi, hanno creato aziende, sono conosciuti nell’ambiente ecc.

Inoltre le persone che hanno già una reputazione, saranno meno portate a commettere irregolarità che potrebbero compromettere il buon nome che si sono create.

3. ICO – Una road map senza periodi bui

La road map è la lista delle scadenze alle quali sono previste le realizzazioni delle diverse fasi del progetto della start up.

Un progetto di successo dovrebbe essere innovativo, dirompente e con un valore elevato e immediato per gli utenti al dettaglio.

Idealmente, prima vengono realizzate le versioni finali del prodotto o servizio che si vuole creare, piu’ alte sono le sue probabilità di successo.

Se nella roadmap dell’ ICO X la versione alfa verrà realizzata un anno dopo dalla versione beta, mentre nell’ ICO Y la versione alfa è già in fase di completamento, è ovvio che l’ ICO Y sia da preferire per investirci sopra.

4. ICO – Che fine fanno i token invenduti?

Un fattore che previene i deprezzamenti di un token una volta che viene immesso sul mercato è la gestione che la start up promette di fare dei token che non vengono venduti durante l’asta della ICO.

Le ICO fatte da aziende che promettono di distruggere i token invenduti, sono da preferire.

A volte invece la start up si impegna a mantenere il token nelle sue riserve, stabilendo anche una data in cui in futuro il token potrà essere utilizzato dall’azienda per le sue esigenze.

Questo permette almeno di farsi dei calcoli su quanto tempo manca prima che il token potrebbe rischiare dei deprezzamenti.

Inoltre, se i token restano comunque nelle mani dell’azienda, si presume che quest’ultima ne programmerà lo sblocco in modo da non comprometterne la quotazione.

All’ultimo posto, fra le tue preferenze, dovrebbero esserci le start up che prevedono di rilasciare i token a gruppi di investitori che potrebbero finanziare successivamente alcune fasi del progetto.

Il motivo è che i token in mano a investitori non saranno mai gestiti con la stessa attenzione alla quotazione.

Spesso le start up prevedono una combinazione di queste tre possibilità, destinando una certa quantità di token all’una e all’altra.

Va detto poi che non sempre le start up rispettano il programma che si erano imposte riguardo ai token invenduti.

Tutto sommato percio’ non è facile determinare questo aspetto di una ICO.

Quello che è certo è che esso va ricollegato al punto 1, cioè alle dimensioni dell’ ICO.

Meno token offerti, meno token invenduti che potrebbero determinare in futuro un’eccesso di offerta.

Ovvio, no?

5. ICO – E’ davvero necessario che il progetto vada nella blockchain?

Vediamo un’enorme quantità di progetti che fanno ICO semplicemente perché vogliono ottenere un pezzo della torta senza dover effettivamente utilizzare la tecnologia blockchain.

Dovresti leggere attentamente il “whitepaper” dell’ ICO (cioè il progetto del prodotto che si intende realizzare) e assicurarti che la blockchain sia un aspetto necessario del progetto e che il prodotto finale aggiunga valore e vantaggio competitivo unici rispetto all’uso e al valore tecnologico di altri prodotti simili già esistenti nella blockchain.

Altrimenti significherebbe che stanno facendo una ICO solo allo scopo di richiamare finanziatori sfruttando la “moda” del momento.

6. I fondatori del progetto sono accessibili ai comuni mortali?

Anche questo aspetto si ricollega al punto 1 (le dimensioni dell’ ICO).

Piu’ la start up è piccola e con pretese ragionevoli di capitalizzazione, piu’ i suoi creatori e leader sono realmente coinvolti nell’ambiente degli utilizzatori finali del prodotto che verrà realizzato.

Utilizzatori che spesso saranno anche i finanziatori che parteciperanno all’ ICO.

Questa sinergia “magica” fra l’azienda, il prodotto, i suoi utenti finali e i suoi finanziatori si realizza quando tutti fanno parte dello stesso mondo.

In altre parole, quando il token di un’ ICO è espressione di:

  • un prodotto ideato da gente dello stesso ambiente degli utenti finali,
  • pensato quindi per soddisfare un’esigenza reale di questi utenti,
  • utenti che saranno percio’ invogliati a finanziare il progetto e a usare i token,

Quando tutte queste condizioni si presentano, allora la stabilità nel tempo del valore del token sarà molto piu’ probabile.

E qual è il modo piu’ rapido per intuire la presenza di questa magica sinergia?

I migliori progetti in cui ho investito sono quelli in cui ho avuto la capacità di conoscere i CEO e i fondatori, magari attraverso canali social aperti al dialogo con la comunità di utenti/finanziatori.

Evita i progetti in cui tutto è gestito dai community manager e in cui devi passare attraverso diverse persone per parlare con il fondatore o l’amministratore delegato.

I questi casi, riuscirai a parlare solo con dei dipendenti a cui non frega niente dei tuoi soldi (e a volte neanche del progetto di cui fanno parte).

Assicurati anche che i fondatori fanno dipendere il loro successo dal successo del token (cioè dal fatto che esso sarà utilizzato in modo crescente da utenti reali), e non dai capitali ottenuti dall’Initial Coin Offering.

In questo modo sarai abbastanza certo che i tuoi interessi e quelli dei fondatori dell’azienda in qualche modo sono allineati.

Ma tutto questo è sufficiente per ridurre i rischi di un’ ICO?

Dietro a un’ ICO ci sono persone, progetti, quote di mercato, competitor pronti a rompere le scatole, meccanismi finanziari complessi e molto altro ancora.

Non si puo’ interpretare tutta questa complessità con sei semplici regole…

Come dicevo all’inizio, queste regole sono solo una linea guide/" 2639 rel="nofollow" target="_self">guida per capire le cose giuste o sbagliate che ci sono nei progetti legati alle ICO.

Tutt’altra cosa è invece applicare queste regole ai casi reali.

Non ti nascondo che ci vogliono un po’ di anni di esperienza prima di riuscire a districarsi in questo mondo insidioso e ancora poco trasparente.

D’altra parte pero’, i rendimenti che si riescono ad ottenere sono a volte cosi’ eccezionali che è un peccato rinunciarvi.

Selezionando le ICO giuste, si puo’ partire da somme molto basse per arrivare a somme che possono realmente cambiare la tua vita.

Per farti un esempio concreto, prendiamo due ICO molto remunerative come quelle di Gnosis e Edgeless.

Cosa sarebbe successo se tu avessi partecipato con soli 1000 dollari a queste ICO?

Complessivamente, il rendimento delle due valute è stato pari al 1234%, che diviso per due dà un rendimento medio del 617%.

A questo rendimento devi aggiungere la rivalutazione avuta nel tempo della valuta con cui erano stati comprati edgeless e gnosis durante l’ ICO, cioè ethereum.

All’epoca delle due aste, ethereum valeva tra i 12 e i 50 dollari (facciamo una media di 30 dollari).

Quando invece le due valute sono state rivendute, in cambio nuovamente di ethereum, (tra maggio e luglio) quest’ultima valeva in media 200 dollari (vedi le quotazioni qui).

Quindi al 617% ottenuto dall’ ICO devi aggiungere il 560% ottenuto dalla rivalutazione di ethereum, con un guadagno complessivo del 1170%!

In questo caso, considerando entrambi i rendimenti, i nostri 1000 dollari arriverebbero a 23.400!

E se tu avessi investito non 1.000, ma 10.000 dollari nell’ ICO?

Ora avresti già 117.000 dollari in un colpo solo…

…a dimostrazione del fatto che l’ ICO non è un semplice investimento molto redditizio, ma è piuttosto un mezzo capace di renderti realmente ricco!

Dopo aver visto queste cifre, scommetto che ti è venuta ancora piu’ voglia di provare a investirci qualcosina….

Beh, ti capisco benissimo, e ti dico che se tu volessi tagliare corto e investire anche senza esserti fatto un’esperienza sufficiente, l’unica soluzione sarebbe di rivolgerti a qualche esperto online che possa darti qualche “dritta”.

Posso garantirti che pero’, fino ad oggi, al massimo puoi trovare in giro degli esperti capaci di darti dei segnali “per sentito dire”, senza avere realmente le “mani in pasta” nei progetti che stanno dietro alle migliori criptovalute disponibili.

Questi “esperti”, per non sbagliare, di solito assegnano un punteggio di rating a tantissime ICO alla volta (tanto, qualcuna di queste deve funzionare, no?).

Quindi tutto cio’ che ti forniscono sono quei siti che ti mostrano liste di centinaia di ICO con dei punteggi di rating con cui viene assegnato un “merito” progressivo.

Se hai già visto alcuni siti già disponibili in giro, sai di cosa parlo.

Ma dal punto di vista pratico, avere centinaia di ICO con un buon punteggio è come averne nessuna.

Alla fine, resta sempre il dilemma su quale realmente vale la pena metterci dei soldi.

Avresti sempre l’imbarazzo della scelta.

Inoltre, come accennavo prima, questi punteggi vengono assegnati alle ICO in base alla valutazione dei documenti tecnici ed economici disponibili.

Un po’ meglio che investire solo sul “sentito dire”, ma ancora troppo poco per evitare di prendere cantonate.

Ecco perché conviene rivolgersi invece ad esperti che hanno la possibilità di incontrare direttamente i team che sviluppano queste ICO e possono valutare sul campo cosa realmente stanno facendo.

I nostri consulenti ad esempio girano il mondo per collaborare con i tecnici che creano materialmente queste valute digitali.

E’ una cosa del tutto diversa…

Le ICO di cui ci occupiamo, sono in parte opera nostra, non sono un semplice “sentito dire”…

Percio’ siamo in grado di fornirti poche, ma selezionatissime ICO ogni mese su cui puoi investire.

Niente liste infinite di ICO che ti lasciano con mille dubbi e alla fine ti costringono ugualmente a investire alla cieca.

Il nostro comodissimo sito The ICO Hunter, che raccoglie le selezioni fatte dai nostri esperti, ti fornirà invece non piu’ di tre o quattro ICO ogni mese.

Usando il nostro sito, sarai percio’ “costretto” a investire in questo settore in un modo piu’ salutare e meno rischioso di come hai fatto finora.

Il sito ti permetterà infatti di adottare l’unica strategia che secondo me riduce drasticamente ogni rischio.

La strategia consiste nell’investire modiche quantità ogni mese su poche ICO alla volta.

Parlo di non piu’ di 1000 euro su ciascuna…

Se infatti nell’arco di un anno investi su tutte le ICO consigliate, spendendo 1000 euro o anche meno su ciascuna ICO,  ti basterà che solo una ICO abbia successo per avere un ritorno di investimento molto superiore alla spesa sostenuta per investire su TUTTE le ICO consigliate da noi dell’anno.

Satisticamente parlando, su circa 36 ICO (ipotizzando 3 progetti d’investimento ogni mese per 12 mesi) avere una sola ICO di successo è altamente probabile, anzi è estremamente riduttivo, rispetto a quanto avviene di solito.

Di solito il rapporto dovrebbe essere invertito: sono le ICO di insuccesso a essere non piu’ di tre o 4 all’anno…

Le ICO di successo, se la selezione è stata fatta coi nostri metodi, sono sempre una maggioranza schiacciante rispetto a quelle che non vanno bene.

Questa strategia quindi permette due risultati in contemporanea:

  • riduce il rischio di perdite, abbassando di molto la somma messa a rischio (1000 euro o anche meno, sono davvero una somma irrisoria)
  • incrementa le probabilità di ritorno dell’investimento, selezionando solo Initial Coin Offering con le maggiori probabilità di successo

Il risultato di questa impostazione è che, come dicevo, ti basterebbe il rendimento di una sola ICO all’anno (ottenuto con un investimento di 1000 euro) per coprire le perdite di tutti i 1000 euro investiti nelle altre ICO.

E dato che questa singola eventualità, su 36 ICO totali altamente selezionate, è probabile al 95% circa, le probabilità di perdere l’intera somma investita in tutto l’anno (le probabilità cioè che TUTTE le nostre ICO, nessuna esclusa, falliscano) viene ridotta a meno del 5%.

Questo rapporto rischio/rendimento cosi’ sbilanciato verso il rendimento puo’ essere ottenuto solo consultando il nostro The ICO Hunter, che ti permette una imbattibile selezione a monte delle Initial Coin Offering.

Non potresti mai farlo con le liste infinite di ICO selezionate disponibili sui siti piu’ comuni, credimi…

Se hai già investito in qualche ICO e vuoi adottare questa strategia meno rischiosa e molto piu’ “comoda” (senza dover consultare montagne di documenti, siti e social per decidere dove investire), metti alla prova il nostro servizio…

Per vedere da vicino come funziona il tutto, puoi fare un abbonamento mensile a The ICO Hunter e se proprio non ti convince (ne dubito fortemente), potrai sempre chiedere il rimborso entro 30 giorni della spesa per l’iscrizione.

Provare per credere!

Beppe Tancredi, per BlockchainTopNews

AVVISO: Il presente articolo rispecchia le opinioni dell’autore, non necessariamente quelle di BlockchainTop.

 

  • […] Le ICO sono delle aste online in cui un’azienda start up mette in vendita dei “token”, cioè delle nuove criptovalute create ad hoc utilizzando la blockchain di una valuta di base, generalmente ethereum. Le persone che si informano sul progetto che la start up vuole realizzare e vogliono contribuire a finanziarlo, non devono fare altro che comprare una certa quantità di token durante la ICO, versando il controvalore sotto forma di altra valuta, generalmente ethereum, nella blockchain della start up. In questo modo, l’azienda ottiene le somme necessarie a realizzare il progetto, mentre i finanziatori che hanno partecipato all’ICO potranno realizzare dei profitti legati al valore dei token che hanno comprato. Spesso infatti, quando il token viene immesso nel mercato delle normali criptovalute, riesce ad aumentare il suo valore anche fino a 10 volte rispetto a quello che aveva quando era stato venduto all’ICO. Da Blockchain Top ICO: LE SEI REGOLE D’ORO PER INVESTIRE […]

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