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GLOSSARIO

Qui puoi trovare la spiegazione di alcuni termini di uso comune negli exchanges, nei wallet, nei messaggi di assistenza, nei siti, negli articoli e nei social che parlano di criptovalute.

AIRDROP

E’ un’assegnazione gratuita di token, fatta per svariate finalità: marketing di un nuovo progetto, voucher per acquistare delle criptovalute a sconto, dividendo per retribuire i possessori di un token, e così via.

Possono essere assegnati direttamente agli indirizzi dei beneficiari, oppure prevedere un’azione da parte loro per riscattarli.

AMA (“Ask Me Anything”)

Si tratta di sessioni, solitamente svolte in una chat di Telegram, nelle quali uno o più rappresentanti qualificati di una ICO si mettono a disposizione degli utenti per rispondere a qualsiasi domanda relativa al progetto che rappresentano.

BONUS

Quasi tutte le ICO prevedono un bonus a favore di coloro che sottoscrivono entro un certo lasso di tempo, un certo numero di blocchi o fino a un determinato ammontare raccolto.  Spesso ci sono diversi scaglioni di bonus (es: 20% prima settimana, 15% seconda settimana, 10% terza settimana, e così via).

Ci sono poi i bonus “dedicati”, concessi in via straordinaria ai sottoscrittori di un Reservation Contract , concordati tra il team della ICO e quello che ha promosso il  RC.

BURNING

Il “burning” è l’azione, gestita automaticamente da uno smart contract, con cui una quantità di token vengono eliminati per sempre dall’ecosistema a cui appartengono.

Molti progetti attuano politiche di burning dei propri token, seguendo ovviamente regole e schemi prestabiliti nel whitepaper, al fine di ridurre progressivamente la quantità di valuta in circolazione e quindi creare una deflazione utile a incrementare nel tempo la quotazione del token.

CAP (SOFT CAP – HARD CAP – MARKET CAP)

Il “cap” di una ICO è il capitale che il team intende raccogliere con il crowdsale.

Alcune ICO non hanno cap, per cui raccolgono qualsiasi somma dovesse arrivare entro il tempo stabilito.

Altre hanno un “soft cap” (importo minimo, al di sotto del quale la raccolta viene annullata e i fondi restituiti) e un “hard cap” (importo massimo, oltre il quale non vengono accettate ulteriori sottoscrizioni).

Il “market cap” di una criptovaluta è invece il suo valore di mercato complessivo, determinato dal numero dei token in circolazione per il valore del singolo token. 

CHIAVE PRIVATA

Quando si genera un wallet, viene creata una coppia di chiavi ad esso associate.

La chiave pubblica è quella che produce l’indirizzo (o gli indirizzi) del portafoglio, che viene poi fornito a coloro che devono inviarci delle somme e/o usato da noi stessi per trasferire  valute dentro e fuori il nostro wallet.

La chiave privata è quella che ci fa accedere al portafoglio e va custodita scrupolosamente perché è la porta di ingresso alla nostra cassaforte.  Nei software wallet la chiave privata è custodita dentro il nostro computer, nei web wallet è immagazzinata in un server remoto, negli hardware wallet risiede direttamente dentro il device.

CONFERMA – TRANSAZIONE CONFERMATA

Quando si dispone il trasferimento di una somma da un indirizzo a un altro, o quando si invia la richiesta di eseguire una determinata attività a uno smart contract, si sta inviando alla relativa blockchain una “transazione”.

La transazione va in un grande serbatoio (“mempool”) in attesa che i miners la prendano e la inseriscano in un blocco insieme a tante altre. Quando questo blocco viene chiuso e validato, la transazione ha ricevuto la sua prima “conferma”.  Quando viene validato il blocco successivo, la transazione ha totalizzato due conferme, e così via.

A seconda delle blockchain e dei servizi che si stanno utilizzando (exchange, servizi di pagamento, wallet, ecc) può essere richiesto un numero variabile di conferme prima che la transazione, e quindi la disposizione in essa contenuta, abbia efficacia definitiva.

dAPP

Le “decentralized App” (dApp) sono software che svolgono determinate attività in svariati settori (gambling, messaggistica, storage, prediction market, e-commerce: non c’è veramente limite alle possibilità di utilizzo) ma invece di servirsi di un hub centrale utilizzano il sistema peer-to-peer.

Sono la principale innovazione della piattaforma Ethereum ed essendo basate sulla tecnologia blockchain, i servizi e le attività da esse erogati godono delle caratteristiche  di immutabilità, certezza, privacy, sicurezza.

EXCHANGE

Un exchange è una piattaforma digitale che consente la compravendita di criptovalute.

Alcuni exchange consentono di inviare valuta fiat (EUR, USD, JPY, KRW, CNY) mentre altri consentono solamente lo scambio tra criptovalute. La regolamentazione di quelli che fanno convertire la valuta fiat è solitamente più stringente, in accordo con la normativa internazionale e quella del Paese in cui l’exchange ha sede.

Gli exchange che trattano solamente criptovalute possono essere centralizzati o decentralizzati.

L’exchange centralizzato tiene in custodia le valute degli utenti e funge da hub per la raccolta degli ordini di acquisto e vendita; la sicurezza non è assoluta, a prescindere dalla dimensione dell’exchange (più un exchange è famoso più diventa bersaglio degli hackers, e nella pur giovane storia delle criptovalute già si contano diverse violazioni), in compenso c’è maggiore liquidità e alcuni utili strumenti aggiuntivi (grafici, indicatori, ordini condizionati, margin trading).

Lo sviluppo degli exchange decentralizzati (“DEX”) è quello dove si stanno investendo più risorse sia economiche sia creative, e sicuramente rappresenta il futuro di questo settore. La novità è rappresentata dall’eliminazione di un soggetto intermedio tra le parti della compravendita, che quindi avviene direttamente con enormi vantaggi in termini di sicurezza. La sfida è quella di creare dei meccanismi automatici, duttili e intuitivi, per gestire il posizionamento degli ordini e la finalizzazione degli scambi.

FORK

In informatica si ha un fork quando partendo da un software esistente se ne genera uno nuovo con delle caratteristiche diverse, che da quel  momento vive di vita propria.  Nella blockchain il software in questione è il client utilizzato per validare le transazioni e creare i blocchi.

Si ha un “soft fork”  quando le modifiche al software sono di lieve entità e non compromettono la compatibilità della nuova versione con quella precedente, così che tutti gli utilizzatori della valuta creata con il vecchio software (nodi, wallet, exchange, sistemi di pagamento) possono continuare a operare anche senza fare aggiornamenti.

Si ha un “hard fork” quando le modifiche rendono incompatibile la nuova versione con le precedenti, per cui tutti si devono adeguare.

Quando un numero importante dei soggetti di cui sopra decide di non seguire la nuova versione, si può verificare una divisione della blockchain con la creazione di due valute diverse, una che segue il vecchio sistema e una che segue il nuovo (come è successo per Ethereum con Ethereum Classic, o per Bitcoin con Bitcoin Cash).

GAS (PRICE, LIMIT)

Il termine “gas” è riferito alle transazioni effettuate nella blockchain di Ethereum, ed è il carburante necessario affinchè le transazioni vengano eseguite, corrispondente alle commissioni pagate ai miners.

Il gas si calcola in GWEI (= GigaWei, pari a 1 miliardesimo di ETH) e si determina attraverso il prodotto del “gas price” per il “gas limit”. Ad esempio: 50 gwei (gas price) * 21000 (gas limit) = 1.050.000 gwei, pari a 0,00105 ETH.

“Gas Price” è il costo attribuito alla singola unità di gas, paragoniamolo al costo per litro della benzina e quindi maggiore il gas price più costoso (e performante) è il carburante.

“Gas Limit” è la quantità di gas che siamo disposti a spendere per veicolare la transazione, paragoniamola a quanti litri di benzina mettiamo nel serbatoio. Il gas non utilizzato non viene fatto pagare a chi dispone la transazione.

Non necessariamente il gas limit viene utilizzato tutto (così come non tutta la benzina nel serbatoio viene utilizzata per fare un viaggio), ma se ne mettiamo poco c’è il rischio che non si arrivi a destinazione e quindi la transazione non venga effettuata.

Da notare che il costo di una transazione non viene influenzato dal valore trasferito.

HASH RATE

Ogni blockchain si mantiene grazie a una rete di computers che esegue incessantemente i calcoli matematici necessari a convalidare le transazioni e creare i blocchi.

Il numero di macchine in funzione e la tipologia di hardware installato, determina la capacità di calcolo complessiva che quella blockchain ha in un determinato momento: quello è l’hash rate.

HD WALLET

Hierarchical Deterministic Wallet, è un portafoglio che genera un indirizzo sempre diverso per ciascuna transazione che viene fatta su di esso, partendo dall’unico seed.

KYC-AML

Know Your Customer = è la procedura che prevede la richiesta di documenti e informazioni atti a identificare l’utente, normalmente i dati anagrafici, la copia del documento di identità e di un documento attestante la residenza (bolletta, estratto conto bancario, certificato di residenza).

Anti Money Laundering = è la raccolta di ulteriori e approfondite informazioni, quasi sempre in regime di auto-dichiarazione, atte a escludere che le somme investite siano frutto di attività illecite e/o che il dichiarante non abbia determinati requisiti personali in contrasto con l’attività che si vuole compiere (es: essere cittadino USA, essere persona esposta politicamente, ecc).

KYC e AML sono procedure richieste da quasi tutti gli exchange per conferire agli utenti dei limiti di importo entro cui operare;  ultimamente anche svariate ICO svolgono procedure di KYC per accettare/selezionare i sottoscrittori.

LIVELLO DI VERIFICA – TIER

Ogni exchange stabilisce –  in base alla legislazione vigente nel Paese in cui opera – dei livelli operativi di versamento e prelievo, conferiti ai propri clienti su base giornaliera o mensile (es: livello 1 = 2.000 $/gg, e 20.000 $/mese).

Per ogni salita al livello superiore che si voglia ottenere, bisogna sottoporsi a procedure via via più approfondite di KYC e AML.

LOCK-UP

Il lock-up è il blocco di un certo numero di token, che divengono non trasferibili per un determinato periodo di tempo.

Viene utilizzato nelle ICO in relazione ai token assegnati al team, per evitare che il team stesso li possa immettere sul mercato causando inflazione e il calo delle quotazioni.

E’ più frequente, e anche più facilmente applicabile per via degli smart contract, nelle ICO basate sulla piattaforma Ethereum.

LOCKING

Sebbene il termine sia simile, il “locking” è diverso dal “lock-up” descritto sopra, e consiste nel blocco che un possessore di token attua volontariamente – utilizzando le procedure all’uopo previste – per ottenere dei privilegi concessi dall’ecosistema a cui il token appartiene (es. diritti di voto o accesso a servizi qualificati).

L’effetto delle politiche di locking e la ratio per cui sono implementate, è quello di tenere – seppur momentaneamente – una certa quantità di token fuori dal mercato, aumentando indirettamente la scarsità della valuta e sostenendo quindi le quotazioni.

PAIR

Negli exchange, sia di tipo 1 che di tipo 2, il “pair” è la coppia di valute considerata nell’apposita sezione della piattaforma di trading. Ad esempio, il pair “ETH/EUR” conterrà i prezzi e le proposte di vendita o acquisto di ETH contro EUR, il pair “MTH/ETH” i prezzi e le proposte di vendita o acquisto di Monetha contro ETH, e così via.

PEG

Si dice che una valuta dia “peggata” a un’altra, quando il valore della prima è ancorato a quello della seconda per cui il cambio tra le due valute è fisso.  Il “peg” può essere deciso da regole scritte e garantite, oppure essere applicato di fatto.

Un famoso peg durato quasi 4 anni è stato quello deciso dalla Banca Centrale Svizzera, che ha mantenuto il cambio tra CHF ed EUR in ragione di 1,20 contrastando le forze del mercato con massicci acquisti di Euro.

Altro esempio è quello del peg tra EURN e EUR, dove il cambio 1 = 1 tra le due valute viene garantito dalla Società emittente gli EURN attraverso un deposito certificato di tanti EUR quanti sono gli EURN emessi, cosi ché il cambio paritario  sia sempre possibile per qualsiasi quantità di EURN venga presentata per la conversione.

PRESALE

La Prevendita di token (Presale) è la raccolta di fondi per finanziare un progetto, effettuata in un momento estremamente iniziale dello sviluppo dello stesso, frequentemente quando esso è solo un’idea su carta.  Si può paragonare al “first seed” nel venture capitalism e, presentando un rischio imprenditoriale molto elevato, viene solitamente premiato l’investitore con una quantità di token di gran lunga maggiore di quanti ne vengono assegnati nel collocamento (Crowdsale).

RESERVATION CONTRACT

Il Reservation Contract (“RC”) è uno smart contract creato in occasione delle ICO con lo scopo di dare ai suoi sottoscrittori una priorità nella partecipazione alla ICO stessa. Funziona in questo modo:

–       Viene fornito agli aventi diritto (es.: gli abbonati a BCT) un address a cui fare i versamenti.

–       Viene dato un lasso di tempo, oppure una capienza massima da raggiungere, entro cui effettuare i versamenti.

–       Appena parte la ICO, il Reservation Contract invia tutto l’ammontare raccolto in un’unica soluzione come se fosse un solo partecipante.

–       Non appena la ICO distribuisce i token, il RC a sua volta li redistribuisce pro-quota ai partecipanti sui loro indirizzi di partenza.

SEED

Il seed (o passphrase) è una sequenza da 12 a 24 parole generate a partire dalla chiave privata di un indirizzo, che serve a recuperarne il contenuto nel caso di perdita, cambio, distruzione del device o compromissione del software wallet per qualsiasi altro motivo.

Avendo uno o più backup (anche cartaceo) della passphrase, è possibile reinstallare il wallet e riprendere possesso delle proprie valute in uno dei casi sopra menzionati.

SMART CONTRACT

Lo Smart Contract è un software che esegue automaticamente delle istruzioni prestabilite, al verificarsi di determinate condizioni anch’esse prestabilite. Somiglia a un contratto per via delle obbligazioni reciproche e della presenza di una o più controparti obbligate, ma viene eseguito in maniera automatica senza intervento umano e senza discrezionalità.

La blockchain di Ethereum è il luogo dove gli smart contract vengono applicati ed eseguiti.

Gli smart contract possono avere forma e contenuti elementari (“se A paga la somma X a B, allora B consegna l’oggetto Y ad A”) ma possono anche raggiungere gradi di complessità molto elevata.

TIMEZONES 

Quando viene lanciata una ICO, una whitelist, una sessione di “AMA” e altri eventi del mondo cripto, viene indicato l’orario con una sigla vicino che ne definisce il fuso orario.  Riportiamo qui le più importanti, al fine di aiutare il calcolo dell’orario in relazione a quello in cui viviamo.

CET – Central European Time = è il fuso orario valido in Italia e nel Centro Europa, e corrisponde a UTC+1
UTC – Coordinated Universal Time = anche se non è la stessa cosa del GMT (Greenwich Meridian Time), in realtà è l’orario valido in UK, quindi CET -1
PST – Pacific Standard Time = orario valido nella costa Ovest degli US, corrispondente a UTC-9 e quindi a CET -10
EST – Eastern Standard Time = orario della East Coast US, corrispondente a UTC-5 e quindi a CET -6

TOKEN

Sono una tipologia di criptovaluta che non viene minata come le coin vere e proprie (Bitcoin, Zcash, Litecoin, Ethereum) ma viene creata in quantità prestabilita per essere utilizzata come moneta di scambio all’interno di un’ecosistema.

Possiamo paragonarle alle fiches di un casinò, che vengono acquistate per giocare al suo interno e poi ricambiate in valuta al momento di andare via.

La differenza è che i token non vengono acquistati presso l’ecosistema in cui si utilizzano ma sul libero mercato, per cui hanno una quotazione che dipende dalla dinamica della domanda e dell’offerta.

WALLET

Ogni criptovaluta è situata dentro la relativa blockchain, all’interno di una serie di contenitori virtuali denominati “indirizzi”.

Il wallet è lo strumento software che consente di accedere alla blockchain di una valuta, leggere il contenuto di un indirizzo e disporre trasferimenti a un altro “contenitore”.

Ci sono wallet che vengono scaricati nel proprio pc o smartphone (Eidoo, Copay, Exodus), altri che vengono utilizzati attraverso un sito web (Myetherwallet, Counterwallet), altri ancora che utilizzano un piccolo device hardware per conservare in maniera più sicura le proprie chiavi private (Ledger Nano, Trezor).

WHITELIST

In molte ICO, specialmente quando si prevede una grande affluenza di sottoscrittori, viene chiesta con un certo anticipo una registrazione nella quale vengano comunicati alcuni dati personali (variabili da ICO A ICO)  e talvolta l’indirizzo del wallet da cui si intende partecipare al crowdsale.

Il fine della procedura di whitelist è anche quello di escludere cittadini residenti in Paesi nei quali la partecipazione alle ICO (o quanto meno alla ICO in questione) è proibita, nonchè quella di suddividere la quantità totale di ETH disponibili per il numero di iscritti, consentendo l’accesso a tutti con quantità limitate.

WHITEPAPER

E’ il documento ufficiale in cui vengono presentati i dettagli dell’iniziativa, la tecnologia applicata, le modalità di effettuazione dell’ ICO, le caratteristiche e l’uso dei token, il team e il piano di sviluppo (roadmap).

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