Fondo Monetario vs Bitcoin, chi vincerà?

Ecco finalmente il terzo articolo della nostra trilogia.

Giusto per riordinare le idee, nel primo articolo avevo definito il dogma dell’adozione mondiale della blockchain e delle criptovalute, che è questo:

“nei governi, istituzioni finanziarie e grandi corporate chi è in grado di dotarsi di una rete blockchain tende a usarla per distruggere chi non ce l’ha”.

Nel secondo articolo avevo dato una dimostrazione in campo geopolitico di questo dogma, descrivendo la strategia con la quale Putin potrebbe voler attirare capitali stranieri in Russia, costringendoli a usare un rublo digitale per investire in un mercato di titoli di borsa tax-free.

Qui invece ci occuperemo della strategia espansiva del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e del modo con cui Christine Lagarde, il suo Presidente, potrebbe usare la blockchain per dare scacco matto alle valute nazionali.

Recentemente, nel corso di un evento celebrativo della Banca d’Inghilterra, Christine Lagarde,  ha tenuto un discorso su bitcoin e le criptovalute.

Molti giornalisti che scrivono sulle criptovalute, avevano entusiasticamente lodato la Lagarde perché al contrario dei banchieri centrali non aveva affatto demonizzato bitcoin, esortando anzi il mondo della finanza ad una rapida adozione della blockchain.

Purtroppo sono pochi coloro che conoscono la strategia a lungo termine del FMI e che quindi sono in grado di spiegare il vero motivo di tanto favore nei confronti delle cripto.

Chi non legge i nostri articoli e si limita a seguire i telegiornali, probabilmente vede il Fondo Monetario come una delle tante istituzioni oppressive che si limitano a proteggere con le unghie e con i denti lo status quo.

Ora, sul fatto che possa essere oppressivo, potrei anche essere d’accordo.

Ma che il Fondo Monetario sia una istituzione che si limita a difendere il sistema, proprio no…

La realtà è ben diversa.

Il Fondo Monetario non punta a difendere il sistema, bensì a prenderne il controllo assoluto, assoggettando altre istituzioni, soprattutto le banche centrali!

Come? Attraverso l’affermazione e adozione della sua moneta a livello globale…

Ehm, aspetta un momento…mi accorgo che forse sto correndo troppo…

Infatti è probabile che ora starai saltando sulla sedia chiedendoti:

cosa? Il Fondo Monetario ha una SUA valuta?

Certo che ce l’ha, si chiama SDR (Special Drawing Right), è stata fondata nel 1969 ed è composta dalle valute più importanti del mondo, secondo le percentuali indicate nella figura:

Lo yuan cinese, che compone un pò più del 10% del paniere, è stato introdotto un anno fa, il 1 ottobre 2016, a conferma del fatto che la politica del FMI è ormai sempre meno assoggettata al dogma della supremazia del dollaro.

L’SDR era nato come mezzo di compensazione da usare nelle gravi crisi di liquidità internazionali ed è stato già usato con molta efficacia a questo scopo.

Se infatti pensi che l’SDR sia una specie di esperanto delle valute, un qualcosa cioè di puramente teorico che possiamo tranquillamente ignorare, devi sapere che l’FMI ha finora già emesso degli SDR in modo massiccio ben 3 volte:

  • tra il 1970 e il 1972 (9,3 miliardi), per far fronte alla grave crisi di liquidità del dollaro a seguito della decisione di Nixon di slegare questa valuta dal prezzo dell’oro (la cosiddetta “fine del gold standard”).
  • tra il 1979 e il 1981 (12,1 miliardi), per prevenire una possibile iperinflazione del dollaro.
  • nel 2009 (161,2 miliardi ad agosto e 21,5 miliardi a settembre), per compensare le perdite bancarie globali dovute al crash del 2008.

A parte queste emissioni episodiche, l’FMI studia da tempo la possibilità di rendere permanente la sua valuta, anche in assenza di situazioni di emergenza.

In un documento del luglio 2016 ad esempio, il Fondo Monetario ha pubblicato uno studio sugli “M-SDRs”.

Secondo questo documento, le 3 volte scorse (1970, 1979 e 2009), gli SDR furono del tipo “Official”, emessi direttamente dal FMI appunto per quei motivi contingenti.

Ora invece l’FMI sta valutando se la trasformazione degli O-SDR in M-SDR, cioè in una valuta globale scambiata in modo permanente sul mercato, renderebbe più efficace il ruolo del SDR come stabilizzatore del sistema monetario internazionale.

Vorrei infatti subito sfatare una lettura troppo semplicistica della strategia del FMI.

La Lagarde non è Napoleone.

Il suo scopo non è dominare il mondo e regnare su un cumulo di macerie.

Come presidente del FMI, il suo mandato istituzionale è quello di rendere il mondo piu’ stabile dal punto di vista finanziario.

E la Lagarde non tradirà mai questo mandato per delle mire di potere personale.

Allo stesso tempo pero’, come presidente del FMI, lei è disposta a raggiungere il suo scopo istituzionale a qualunque costo.

Se lo scopo è quello di stabilizzare le valute globali e se finora questo scopo è stato raggiunto solo in forma temporanea nel corso di alcune grandi crisi, come fare per raggiungerlo in modo permanente?

Secondo la Lagarde e gli analisti del FMI, l’arma definitiva potrebbe essere l’uso globale di un SDR digitale in un mondo completamente digitalizzato.

Ora capisci il motivo di tanta gentilezza nei confronti di bitcoin e le criptovalute?

Ma perché mai la blockchain dovrebbe essere cosi’ efficace per gli scopi del FMI?

Ora te lo spiego…

L’SDR è una supervaluta che compensa le perdite di liquidità nelle gravi crisi.

Quando le banche e i mercati perdono in una notte milioni di dollari, il FMI emette una quantità adeguata di SDR a compensazione di queste perdite.

Ma perché l’SDR sia efficace, un suo controvalore deve materialmente andare nelle casse delle banche e dei mercati in crisi.

Nelle precedenti emissioni di SDR, era necessario che gli SDR fossero subito convertiti nelle valute delle banche destinatarie.

Se una certa banca di Berlino aveva finito i soldi per liquidare le perdite dei suoi titoli in borsa, non potevi dargli direttamente SDR a compensazione, ma dovevi prima cambiarli in euro e poi depositarli nelle casse della banca.

Se invece gli SDR diventassero un asset permanente, ufficialmente riconosciuto e scambiato nei mercati, non sarebbe necessario questo passaggio.

Perché è così importante eliminarlo?

Perché la conversione degli SDR nelle diverse valute mette queste ultime a rischio di forti inflazioni.

Se torni a guardare la lista delle 3 precedenti emissioni di SDR, noterai che più si va avanti e più le crisi di liquidità hanno richiesto importi maggiori di questa valuta.

Nella prossima crisi, data l’interconnessione del sistema bancario globale (impensabile persino nel 2008, anno dell’ultima grande crisi), l’emissione di SDR dovrà essere tale da coprire i bisogni di liquidità di tutte le banche del mondo, non solo di una parte di esse com’era avvenuto in passato.

Ribadiamo meglio questo concetto.

Nella prossima crisi, la liquidità non sparirà solo in alcuni paesi e in alcune banche, ma evaporerà in tutto il mondo…

Di conseguenza, la quantità di SDR necessaria per compensare questa perdita immensa, sarà altrettanto enorme.

Questa quantità incalcolabile di SDR che dovrà essere emessa, potrebbe provocare una inflazione senza precedenti sul dollaro, che potrebbe essere declassato dalla sua attuale posizione dominante globale.

E se intanto la valuta dominante diventerà un’altra, ad esempio lo yuan?

Non importa: qualunque sarà la valuta dominante all’epoca della prossima grande crisi, l’SDR rischierà di inflazionarla pesantemente, distruggendo la stabilità finanziaria globale (ottenendo quindi l’effetto opposto a quello voluto).

Meglio quindi che gli SDR diventino uno strumento già presente nel sistema monetario. Meglio che i mercati imparino a scambiarlo fra loro, decentralizzando una funzione che prima era appannaggio del solo FMI.

Il 31 agosto, l’FMI aveva fatto la sua prima mossa in questo senso, iniziando a emettere bond (obbligazioni) denominate in SDR.

Il 13 ottobre si è aggiunto un altro tassello in questa strategia a lungo termine.

La Standard Chartered Bank di Hong Kong ha infatti ottenuto l’approvazione della banca centrale cinese di emettere altre obbligazioni in SDR per un valore pari a 139 milioni di dollari.

La paziente, graduale e globale strategia del FMI coinvolge in primis i Cinesi e lo yuan.

Com’è noto, la Cina e altri paesi forti non occidentali stanno da tempo cercando di creare una rete finanziaria e commerciale globale alternativa al dollaro.

Invece di combattere questa tendenza, l’FMI la sfrutta a suo vantaggio senza alcuna posizione dogmatica nei confronti del dollaro.

Alla Lagarde non importa quale sia la valuta dominante (o che crede di essere tale).

Agli analisti del FMI importa solo rendere il mondo finanziario molto piu’ stabile.

Finora, parliamoci chiaro, questo scopo è sembrato piu’ un sogno che una realtà.

Ma la vera svolta che potrebbe renderlo davvero concreto sarebbe appunto la digitalizzazione del sistema finanziario attraverso la blockchain.

Digitalizzazione delle valute e delle borse.

In questo modo, gli SDR, sia in forma di obbligazioni che in forma di valuta digitale, potrebbero affermarsi come valuta di scambio quotidiana.

A quel punto, una loro emissione massiccia durante la prossima crisi non rischierà di provocare inflazioni senza precedenti nelle valute dei singoli paesi.

Questo in sintesi è il vero motivo per cui l’FMI, a differenza delle banche centrali, non è affatto contrario alla blockchain, anzi sta spingendo il mondo ad adottarla.

Si tratta di una strategia campata in aria o potrebbe davvero essere realizzata?

Se guardiamo al mondo com’è oggi, l’ipotesi che la blockchain possa davvero essere adottata a livello globale è molto realistica.

Anzi, non credo che si potrà piu’ tornare indietro in questo senso.

Ma finora, come abbiamo mostrato negli altri nostri articoli, la blockchain non è stato un fattore stabilizzante dell’economia, anzi, è diventata un’arma in piu’ per la competizione globale (ricorda il dogma che ti ho scritto all’inizio di questo articolo).

Quindi a mio avviso la strada del FMI è ancora tutta da tracciare.

Nel prossimo articolo ad esempio, ti mostrero’ quanto sia diverso da un paese all’altro l’atteggiamento nei confronti di bitcoin e la blockchain.

Tracciare sulla carta geografica lo schema delle diverse reazioni dei paesi nei confronti di bitcoin è come riscoprire le loro caratteristiche antiche e moderne.

Bitcoin è come una cartina tornasole che fa emergere di nuovo la vera natura di un paese. Natura che spesso ha origine nella sua antichità.

Guardare al mondo seguendo questo schema, ti farà scoprire molte verità nascoste sui singoli paesi.

Percio’, resta in contatto con noi, se vuoi vedere bitcoin sotto questa luce del tutto diversa.

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