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Il fork di Bitcoin Cash spiegato ai principianti

Giovedì mattina il software che gestisce la valuta bitcoin cash ha completato una serie di aggiornamenti che avevano spinto i programmatori a dividersi in due fazioni in disaccordo sulla direzione da prendere.

La prima fazione ha creato la variante bitcoin cash ABC, che conferisce a bitcoin cash la capacità di gestire smart contract simili a quelli della rete ethereum.

L’altra fazione invece, con la variante bitcoin cash SV, ha sviluppato una rete di bitcoin cash con blocchi delle transazioni piu’ estesi che ne permettono una maggiore velocità.

Le due reti rivali di bitcoin cash sono state quindi pubblicate entrambe, con l’intento di lasciar decidere alla comunità chi delle due debba prevalere.

Il terreno iniziale di questo confronto è ovviamente la comunità dei “minatori”, cioè coloro che gestiscono le macchine da cui vengono “estratte” queste valute.

L’idea è che fra le due reti in competizione, quella che potrà essere estratta piu’ velocemente (sulla base di un hashrate maggiore), formerà una rete piu’ estesa e verrà naturalmente preferita dal mercato.

Al momento, la rete che sembra prevalere è bitcoin cash ABC.

Subito dopo il fork, alcuni exchanges hanno bloccato la possibilità di scambiare bitcoin cash in attesa di vedere cosa sarebbe successo.

Allo stesso tempo, il capo degli sviluppatori di bitcoin cash SV, Craig Wright, che è anche uno dei possessori delle maggiori quantità di bitcoin al mondo, aveva minacciato di liquidare in un colpo solo le sue posizioni in questa valuta, pur di far prevalere la sua rete.

Entrambi questi fattori hanno portato a una serie di vendite su bitcoin e le altre valute, facendo perdere all’intero mercato circa 30 milioni.

Sulle conseguenze di tutto cio’ sul mercato, abbiamo già parlato in questo articolo.

Per quanto riguarda il fork in sé, quello che possiamo dire è che il codice delle criptovalute è open source, chiunque è in grado di visualizzarlo, modificarlo o copiarlo. Questo implica il fatto che ogni cripto puo’ subire un fork quando c’è un disaccordo insormontabile tra i programmatori.

D’altra parte, pero’, anche se la competizione tra i vari fork può causare incertezza a breve termine, il risultato è che i vincitori emergono più velocemente.

È l’evoluzione di base di questo settore in cui prevale la sopravvivenza del più adatto.

Il team di BlockchainTop News

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Perché le cripto sono crollate l’altro ieri

Mercoledi il valore di Bitcoin è diminuito di circa il 10%, come mostrato nella tabella qui sotto:

Questo tuffo ha portato Bitcoin al di sotto dei $ 5,600 per la prima volta nel 2018.

E Bitcoin non è stata l’unica cripto a ridimensionarsi. Tutte le 20 cripto principali per valore di mercato sono diminuite, in media, del 10,5%.

Ciò porta il valore totale del mercato ai minimi che si erano visti a novembre dello scorso anno.

Mentre scrivo, il mercato continua a stare al di sotto delle medie mobili che tracciano i trend di medio e breve termine.

Il motivo di questa discesa? Probabilmente il controverso hard fork di Bitcoin Cash, che ha visto una completa divergenza di vedute tra i programmatori, i quali non sono stati in grado di concordare una direzione univoca da dare al progetto.

Craig Wright – che sostiene di essere il creatore di Bitcoin, noto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto – aveva minacciato di dumpare tutti i suoi Bitcoin per supportare il “suo” hard fork di Bitcoin Cash.

In altre parole, una delle maggiori “balene” di Bitcoin (cioè possessore di enormi quantità di questa valuta) avrebbe potuto liquidare in un colpo solo le sue posizioni, distruggendo in pratica la sua presunta creazione.

Non è una sorpresa quindi che molti investitori siano andati nel panico.

Ma questa non è la prima volta che un hard fork si ripercuote negativamente sul mercato.

Ci siamo occupati di qualcosa di simile l’anno scorso, quando Roger Ver e Jihan Wu – altre due “balene” di Bitcoin – hanno dumpato Bitcoin per supportare Bitcoin Cash.

Anche in quella occasione, l’intero mercato delle cripto ando’ in fumo per ben tre volte.

A gennaio, Bitcoin passo’ da $ 1.173 a $ 821. A febbraio, scese nuovamente da $ 1,066 a $ 962 e infine a marzo, passo’ da $ 1,271 a $ 911.

Come probabilmente ricorderai, nonostante tutta questa volatilità nel primo trimestre, a dicembre dello stesso anno Bitcoin raggiunse il record storico di $ 20.000, recuperando il 2,095% dal suo minimo di marzo.

E come spesso accade, gli investitori che abbandonarono il mercato a seguito di quelle scaramucce iniziali, persero i guadagni stellari successivi.

Quindi, cosa dovresti fare ora, se hai delle posizioni in Bitcoin o altre cripto?

La cosa più importante è non vendere sull’onda del panico.

Per fare questo, è necessario guardare al mercato in prospettiva storica.

Bitcoin è nato nel 2009 e nella sua breve storia ha già conosciuto 5 crash rovinosi:

Tanto per ricordare i crash maggiori, abbiamo quello dell’83% nel 2013 …quello del 71% nel 2014 …quello del 78% nel 2015 … quello del 40% nel 2017 … e quello attuale del 70%.

Tutte le volte, pero’, Bitcoin ha recuperato, trascinando l’intero mercato nelle sue tipiche bolle fuori misura, che hanno fatto registrare guadagni che non si erano mai visti nella storia recente della speculazione finanziaria.

La tabella qui sotto mostra i rendimenti che un ipotetico investitore avrebbe potuto avere comprando Bitcoin i corrispondenza dei minimi annuali e vendendoli nei massimi dello stesso anno:

Ricorda, alti e bassi come questi sono presenti in tutti i mercati …

Nel suo libro 100 Baggers: Stocks Return 100-to-1. How to find Them, Chris Mayer ha mostrato (come se ce ne fosse bisogno) che i drammatici crolli dei prezzi sono caratteristiche comuni del mercato azionario.

Mayer cita nel suo libro il titolo Apple, che dalla sua IPO nel 1980 fino al 2012 (anno di pubblicazione del libro) ha avuto una rivalutazione del 225%.

Tuttavia per arrivare a quel rendimento, un investitore che avesse comprato Apple ai suoi esordi avrebbe dovuto resistere a due perdite dell’80% una del 60% e diversi crash minori del 40%.

La verità è che tutti i grandi investitori, citati nel libro di Mayer, hanno subito perdite orribili lungo la strada.

Quindi mantieni la calma …

La volatilità, anche estrema, è una normale caratteristica, non un “difetto”, dei mercati altamente speculativi come quello delle cripto.

Chi vuole investire in questi settori, deve farci l’abitudine.

Un mercato con bassa volatilità non sarebbe in grado di creare le condizioni necessarie per avere elevati rendimenti.

Quindi la volatilità è nostra amica e bisogna saperci convivere.

Come?

Investendo solo le somme che potresti permetterti di “perdere” senza danneggiare il tuo tenore di vita.

Infatti il lato positivo di questi mercati altamente speculativi è che puoi ottenere ottimi guadagni mettendo a rischio cifre minime.

E dormire sonni tranquilli la notte…

Il team di BlockchainTop News

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Novembre 2018: l’alba di una nuova era per le criptovalute

Chi legge i media specializzati in criptovalute è abituato a quei toni un po’ schizofrenici con cui alternano annunci trionfalistici o tragici a distanza di 24 ore, fornendo una visione confusa del reale andamento di questo settore.

In BlockchainTop cerchiamo al contrario di evitare questi eccessi e di dare sempre la giusta angolazione di una notizia, risparmiano i toni allarmistici o ottimistici allo stretto necessario.

E’ per tale ragione che, prima di pubblicare questo articolo col titolo che vedi sopra, ci abbiamo pensato due volte.

Devo dire pero’ che, da qualsiasi parte vogliamo guardare la notizia che sto per darti darti, non vedo un titolo piu’ esatto e pertinente di questo.

Sono abbastanza sicura che, quando avrai finito di leggere, non potrai che essere d’accordo anche tu.

Giudica tu stesso…

Il mese scorso c’è stato un annuncio molto importante da parte della Intercontinental Exchange (IE), la società che gestisce il NYSE, cioè la maggiore borsa americana (New York Stock Exchange).

In partnership con la Starbucks, la Microsoft e la Boston Consulting Group, la IE ha deciso di creare Bakkt, la prima piattaforma di una borsa ufficiale per il trading di bitcoin.

Bakkt non è una piattaforma come le altre. Si tratta della prima piattaforma pienamente regolata da un ente governativo ed è concepita per soddisfare tutti i requisiti necessari per assolvere questa funzione.

Bakkt infatti traderà bitcoin nel NYSE per mezzo di un future apposito della durata di 24 ore.

Si tratta di un future non speculativo che serve solo a “tradurre” in linguaggio borsistico la quotazione reale del sottostante, cioè di bitcoin.

A differenza dei pezzi di carta dal valore ipotetico, come sono quasi tutti i future speculativi presenti in borsa, il future del NYSE sarà legato a un reale deposito di bitcoin dello stesso identico controvalore.

E la caratteristica che renderà Bakkt compatibile al 100% con le regole della borsa ufficiale sarà proprio il meccanismo di custodia dei bitcoin che forniranno questo controvalore. Custodia che dovrà essere impeccabile, in modo da permettere non solo ai singoli traders, ma soprattutto agli investitori istituzionali di acquistare il sottostante nella massima sicurezza.

A tale scopo, Bakkt custodirà i bitcoin in wallet le cui chiavi private verranno depositate offline in “caveau” digitali di sua proprietà.

Cio’ permetterà a fondi pensione, hedge fund, ETF e fondi comuni di acquistare bitcoin con il massimo grado di sicurezza possibile, senza il rischio che qualcuno possa rubare le chiavi private e accedere ai wallet, come invece accade spesso a noi comuni mortali che lasciamo incautamente in giro le nostre chiavi.

Un dato non trascurabile è che in questo modo Bakkt creerà per bitcoin (e in futuro per altre valute) un mercato finanziario del tutto compatibile con i requisiti richiesti dalla SEC (la Consob americana) per l’approvazione dei famosi ETF in bitcoin che aspettano da anni sulla sua scrivania.

La presenza di future non speculativi e di un efficace meccanismo di custodia sono infatti, secondo la SEC, i due elementi necessari per trasformare bitcoin in un sottostante adatto per creare ETF utilizzabili dalla massa senza rischi.

E quelli del NYSE lo sanno bene.

Dopotutto, il NYSE, processando un quarto delle transazioni che avvengono nel mondo, é la borsa per antonomasia.

Se non sarà lei a convincere la SEC, allora nessun altro al mondo potrà mai farlo…

Ora, la notizia veramente incoraggiante è che l’attivazione di tutto questo ben di Dio non è lontana, anzi… è prevista per novembre 2018

Insomma, mancano a stento un paio di mesi per questa autentica rivoluzione copernicana.

Ma, mi chiedo, sarà davvero rivoluzione, oppure il mercato reagirà con indifferenza, come ha fatto per tutto il 2018 a fronte di altri eventi, certo non clamorosi come questo, ma altrettanto positivi e strutturalmente significativi?

Per tentare di rispondere alla domanda, bisogna considerare che l’apertura di un mercato di bitcoin nel NYSE potrebbe avere 3 effetti differenti dilazionati in tempi diversi:

  1. Effetto a breve termine:
    il mercato sa già che il NYSE sta preparando tutto questo. Ma un conto è il progetto, un altro è la sua realizzazione. La presenza del nome “bitcoin” nel listino del NYSE a novembre (e magari l’approvazione di un ETF da parte della SEC) potrebbe avere un effetto shock sui mercati e creare un trend a rialzo di breve (ma anche no, dici? Sono d’accordo. Ormai non mi stupisco piu’ di nulla…).
  2. Effetto sul mercato a lungo termine:
    in questo articolo ti abbiamo spiegato che al momento le quotazioni di bitcoin non sono influenzate dalla finanza tradizionale.
    A dispetto di tutte le leggende sui desk segreti di Goldman-Sacks e JP Morgan, la verità è che sono ancora i Cinesi, con le loro gigantesche piattaforme, a sostenere il mercato.
    Una volta che il NYSE listerà “bitcoin” come qualsiasi altro titolo di borsa, questa situazione dovrebbe ribaltarsi.
    Con una tempistica che non sono in grado di prevedere, i capitali “puliti” che entreranno in bitcoin attraverso il NYSE e eventuali ETF regolamentati, dovrebbero col tempo eguagliare quelli che circolano nelle piattaforme non regolamentate.
    Si dice che se solo l’1% dei capitali circolanti nelle borse ufficiali entrasse in bitcoin, la quotazione di quest’ultimo supererebbe i 20.000 usd.
    Speriamo bene e armiamoci di pazienza…
  3. Effetto sull’adozione a lungo termine:
    questo aspetto di solito viene trascurato negli articoli che trattano del Bakkt.
    Esiste infatti una fase 2 del progetto del NYSE che non riguarda l’inserimento di bitcoin nelle borse ufficiali, bensi’ la sua adozione di massa per fare la spesa, comprarsi un’auto, ecc.
    Il modo con cui il NYSE ha pensato di superare l’ostacolo della scalabilità che impedisce a bitcoin di diventare una reale moneta di scambio è molto simile al “lightning network”, con cui attualmente terze parti creano propri canali di pagamento in cui le transazioni non sono pubblicate sulla blockchain.
    Saltando la blockchain, si evita l’unico elemento che rallenta le cose, quindi si hanno finalmente transazioni veloci, ma allo stesso tempo si perde il vantaggio della decentralizzazione.
    Il progetto del NYSE prevede la stessa soluzione, in una scala enormemente maggiore, creando un sistema di pagamento con i “suoi” bitcoin che deterrà come controvalore dei futures.
    Se ci pensi, questa è una robusta misura “bullish” con cui, se l’adozione dovesse diventare di massa, si incoraggerebbe a “holdare” i bitcoin per continuare a usarli nel circuito di pagamento del NYSE.
    Resta da vedere se le “masse” avrebbero interesse a pagare con una valuta digitale centralizzata divenuta del tutto simile ai nostri dollari o euro (e se sarebbero in grado di capire la differenza col bitcoin “originale”, lento, ma anonimo e decentralizzato).
    Non posso negare pero’ che anche questo progetto sia un game changer dalle potenzialità imprevedibili.

In conclusione, alla fine di questa attenta disamina non posso dirti che le imminenti mosse del NYSE produrranno un trend a rialzo nei prossimi 30 o 45 giorni ecc.

Ma non puoi negare che si tratta di un progetto talmente decisivo da giustificare le parole “alba di una nuova era” che abbiamo messo nel titolo.

Se non è questo un punto di svolta nel mercato delle cripto, allora cosa puo’ esserlo?

Se non siamo finalmente arrivati alla “terra promessa” che molti attendono da anni, con la possibile entrata di ingenti capitali che farebbero esplodere a rialzo questo piccolo mercato, cos’altro deve succedere per dare una scossa agli investitori?

Non sei d’accordo?

Mariangela Badano per BlockchainTop News.

PS.: Ti conviene investire prima che inizi la prossima bolla delle criptovalute. Ai prezzi stracciati di oggi, potresti moltiplicare per 5 o anche piu’ le cifre investite. Il prossimo boom infatti sarà colossale, come sempre accade in questo mercato.

E grazie a noi hai già tutto cio’ che ti serve per far parte anche tu della “festa”, quando sarà il momento:

  • Sei ancora inesperto e hai paura di sbagliare? Abbonati a BlockchainTop e avrai assistenza real time sul nostro forum per eseguire tutti i trade che ti consiglieremo.
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