Blockchain: la guerra è già scoppiata, ma è invisibile

La marea di non-notizie sulla blockchain e le criptovalute che gira nei media non è quasi mai in grado di cogliere gli eventi essenziali che accadono dietro le quinte.

Oggi ad esempio vorrei segnalarti alcune importanti linee di conflitto che la blockchain sta creando nel sistema finanziario, rischiando di frantumarne l’apparente compattezza.

Di questa guerra nascosta puoi vedere qua e là solo la punta dell’iceberg:

  1. la Russia ha dichiarato di essere praticamente a un passo dal creare il rublo digitale, battendo sul tempo altre nazioni che avrebbero voluto fare lo stesso.
  2. Il Fondo Monetario, nella persona del suo presidente, Christine Lagarde, dichiara un giorno si e l’altro pure, di essere a favore della blockchain al punto dal voler creare una criptovaluta globale.

Perché queste due notizie sono la punta dell’iceberg?

Perché ti dicono essenzialmente due cose:

  • che il sistema non pensa più di combattere la blockchain (infatti è impossibile farlo, come abbiamo sempre sostenuto)
  • che al contrario, esso prevede di utilizzare la blockchain per vincere guerre valutarie (Putin) o assumere il controllo dell’intero sistema (Lagarde)

Sarebbe interessante soffermarci su questi aspetti, soprattutto su come e perché il Fondo Monetario prevede di dominare il mondo con una sua valuta digitale, ma ci sono cose molto più vicine a noi che vorrei evidenziare.

C’è infatti un terzo aspetto che dobbiamo aggiungere ai primi due appena citati:

  • il fatto che il sistema stia adottando la blockchain senza più ripensamenti, sta mettendo in crisi l’equilibrio nel sistema valutario e finanziario globale.

Nonostante la Lagarde si sforzi di esortare banche e governi ad usare la blockchain per controllare e stabilizzare il sistema finanziario (come si legge fra le righe dei suoi recenti discorsi, qui e qui), la verità è che sta accadendo l’esatto opposto.

Più l’uso della blockchain si afferma, più si creano divisioni e fratture nel sistema.

Putin è solo l’esempio più evidente di un uso offensivo e competitivo della blockchain, ma c’è ben altro sotto.

La blockchain è in grado di creare disparità e disequilibri anche nel giardino più ristretto delle banche della tua città o degli istituti finanziari del tuo paese e di quello dei paesi vicini.

Creando un impatto molto più rapido e diretto sulla vita delle persone.

In che modo?

Il meccanismo con cui la blockchain scombina le carte in tavola è sempre lo stesso, che si tratti dei paesi del G20 o della banca sotto casa tua.

La crisi parte dal fatto che la blockchain è ancora una tecnologia rara e difficile da implementare.

Quindi chi riesce a utilizzarla prima degli altri, è portato a usarla contro chi non ce l’ha, piuttosto che aspettare che i suoi competitors la adottino a loro volta.

Putin ha battuto sul tempo America e Cina nella creazione di una valuta nazionale digitale (ammesso che ciò che lui dice sia vero).

Allo stesso modo, però, anche la banca X di Vattelapesca, imitando Putin, se sarà in grado di spostare su una sua blockchain alcune operazioni, non resisterà alla tentazione di sfruttare la velocità e la semplicità di questa tecnologia per tagliare i costi del personale e garantire ai propri clienti tariffe migliori per servizi più efficienti, vincendo la competizione con le banche che usano ancora il sistema tradizionale.

Per ora dunque si andrà verso una conflittualità e una competizione maggiori.

Certo, forse un giorno il sistema riuscirà a ricompattarsi e a condividere tariffe, sistemi e regole comuni.

Ma stai pur certo che ciò avverrà solo quando e se la blockchain raggiungerà un livello sufficiente di diffusione a livello mondiale.

Prima che ciò accada, la competizione per accaparrarsi questa tecnologia diventerà sempre più accesa e porterà a squilibri anche drammatici fra un paese e l’altro o fra istituti e banche di uno stesso paese.

Tutto chiaro, fin qui?

Ora, queste informazioni sarebbero già sufficienti a soddisfare il pubblico di un magazine famoso come il “Financial Times” o il “The Economist”.

Se però stai ricevendo questo articolo sulla tua email è perché sei iscritto a BlockchainTop News.

E se sei iscritto a BlockchainTop News non vuoi certo essere informato su cosa succede nel mondo mentre sorseggi un caffè al bar, ma piuttosto vuoi sapere se oggi hai qualche nuova arma per battere il sistema!

Beh, se è questo che vuoi sapere, ho delle ottime notizie da darti!

Fin qui infatti ti ho parlato solo della corsa che c’è per dotarsi di blockchain centralizzate, non di quelle decentralizzate!

Il criptorublo di Putin o la supervaluta digitale della Lagarde, se esistessero viaggerebbero su blockchain centralizzate

Così come una banca qualsiasi potrebbe registrare le transazioni dei propri clienti su una blockchain centralizzata per battere la concorrenza delle altre banche.

La blockchain però, come dicevo, è nata per fare a meno di banche e governi.

E’ nata cioè per essere una tecnologia decentralizzata, capace di assicurare a chiunque transazioni sicure, validate e riservate senza necessità di una istituzione esterna.

A tutta prima perciò potresti pensare (e moltissime persone sarebbero d’accordo con te) che per un ovvio istinto di sopravvivenza istituzioni, aziende e governi usino per le loro contese solo la blockchain centralizzata ed evitino come la peste le blockchain decentralizzate; anzi che facciano proprio finta che non esistano.

La buona notizia è che invece non è così.

Anche la blockchain decentralizzata può diventare un oggetto del desiderio di istituzioni, aziende e governi, scatenando una competitività molto più distruttiva di quanto non faccia la blockchain centralizzata.

Te lo dimostro con un esempio.

Mettiamo che Amazon, per aumentare il traffico di persone disposte a visitare il suo sito, metta a disposizione una blockchain gratuita e libera dove chiunque possa registrare delle transazioni immobiliari.

Una transazione registrata da un notaio è molto meno sicura e validata di una registrata da una blockchain, e soprattutto non permette alcuna riservatezza, visto che il notaio (si spera solo lui) avrà sempre accesso ad essa.

Se perciò lo scopo di Amazon fosse solo quello di portare più gente sul suo sito per comprare libri, all’inizio un bel servizio gratuito di registrazione e validazione dati immobiliari su una blockchain validata, inespugnabile e anonima servirebbe benissimo allo scopo, perché andrebbe a ruba.

E funzionerebbe anche se Amazon si facesse col tempo pagare una modica cifra (infinitamente inferiore a quella di un notaio), per questo servizio eccellente, completamente anonimo e sicuro.

Se dunque davvero Amazon facesse una cosa del genere, ti assicuro che in cinque mesi i notai sparirebbero della faccia della terra, mentre Amazon avrebbe scoperto un nuovo modo per fare soldi lasciando i suoi clienti molto più felici!

Purtroppo non ho da rivelarti che Amazon sta davvero pensando a un servizio del genere, ma altrove, soprattutto nel mondo finanziario, qualcosa si sta muovendo in tale direzione, specialmente in questi due ambiti:

  1. le transazioni di titoli di borsa
  2. le transazioni di criptovalute

Come puoi immaginare infatti, la blockchain decentralizzata ti permette già di fare queste due cose senza passare per una banca (che corrisponde al notaio dell’esempio precedente).

Se dunque questa possibilità si espandesse a macchia d’olio, rendendo inutili le banche, la sopravvivenza del sistema finanziario entrerebbe in crisi.

Dunque, te lo chiedo ancora una volta: non immagineresti mai che una certa istituzione finanziaria x possa un giorno dotarsi di una blockchain decentralizzata con lo scopo non tanto di vincere i competitors del proprio mercato, ma di distruggere l’intero sistema e poter regnare incontrastata in un sistema completamente nuovo creato da lei stessa?

Invece è proprio ciò che sta succedendo, anche se ciò che possiamo vedere alla luce del sole è molto meno di ciò che si sta sviluppando in segreto…

Quello che puoi già vedere riguarda solo il punto 2 (transazioni in criptovalute), grazie ai primi strumenti ibridi o completamente decentralizzati che ti permettono di scambiare criptovalute senza passare per le famigerate piattaforme di trading (quelle, per intenderci, che la Cina ha così facilmente chiuso sul proprio territorio).

Molti di questi strumenti sono artigianali e hanno perciò una quantità di volumi così bassa da rendere quasi impossibile operare agevolmente come si fa sulle comuni piattaforme per cripto, come Bittrex o Poloniex.

Stanno per uscire però piattaforme del tutto simili a quelle comunemente usate, ma completamente o parzialmente decentralizzate.

La prima di queste è Eidoo, limitata alla versione per cellulari, ma prossimamente anche in formato computer, che nei suoi aggiornamenti prevede la possibilità di fare trading senza uscire dal tuo wallet, scambiando cioè le tue cripto direttamente con la controparte, rendendo completamente inutile l’uso di una piattaforma di trading.

Quindi per quanto riguarda il trading con le cripto, presto nessuno potrà impedirti di farlo in modo anonimo e libero. E non ci sarà alcun rimedio a tutto questo per le vecchie piattaforme tradizionali!

Come dicevo però, ciò che cova nell’ombra è molto più distruttivo per il sistema finanziario e riguarda il punto 1, cioè la possibilità di fare trading coi titoli di borsa senza usare una banca o una piattaforma di trading.

E’ più distruttivo, perché se il mercato delle cripto vale solo pochi milioni di dollari, quello dei titoli di borsa ammonta a diversi trilioni (milioni di miliardi) di dollari!

Immagina se un paio di istituti finanziari (non banche) di un paese di piccole dimensioni si accordassero a livello governativo per inserire tutti i titoli di borsa in un listino ufficiale in blockchain, permettendo a tutti di accedervi per fare operazioni di trading…

Chiediti se dopo qualche mese le banche di quel paese sarebbero ancora in piedi.

Chiediti se il sistema finanziario degli altri paesi ne risentirebbe o meno.

Chiediti quali potrebbero essere le conseguenze a livello dei rapporti fra stati…

Lo so, sembra del tutto improbabile che si possa arrivare a questo…

Sembra pura e semplice fantascienza, vero?

Bene, per ora non ti dico altro se non: aspetta e vedrai…

Quando tempo fa dicevo che un giorno avremmo potuto fare trading in criptovalute in modo anonimo attraverso piattaforme decentralizzate completamente immuni dall’azione dei governi, pochi ci credevano.

Invece ci siamo arrivati in un mese…

Beh, lo ammetto: per quest’altra cosa ci vorrà più di qualche mese… Ma diamo tempo al tempo!

Il team di BlockchainTop News

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3 commenti

  1. ANGELO PAGANONI

    3 mesi fa  

    Molto intrtrsdante tante cose non le sapevo.grz


  2. Marco

    3 mesi fa  

    Molto interessante


  3. Santina Rosa Sanfilippo

    1 mese fa  

    Sembra davvero fantascienza!…..


Commento

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