La vera minaccia a bitcoin non è la Cina

In questi giorni si parla molto degli effetti deleteri (ormai molto ridotti) sul prezzo di bitcoin e le altre criptovalute dovuti ai regolatori finanziari cinesi.

Dopo i primi giorni passati a seguire queste futili altalene di notizie (seguite da altrettanto futili altalene di quotazioni), ho realizzato che stavo solo perdendo tempo e ho ripreso a studiare i processi profondi che influenzano le criptovalute, su cui vale la pena soffermarsi molto di più.

Ho scoperto così una minaccia che a lungo termine può danneggiare molto di più l’utilizzo delle criptovalute.

Personalmente, ho sempre pensato che i governi non sono l’unico male per il nostro benessere finanziario, e non solo nel campo delle criptovalute.

Ritengo infatti che una minaccia altrettanto importante, ma spesso troppo sottostimata, provenga dal comportamento delle persone, cioè da ognuno di noi…

Facciamo un esempio…

Nel campo delle criptovalute si discute spesso se queste ci consentiranno un giorno di fare a meno di banche e governi.

In teoria infatti, la tecnologia sottostante alle criptovalute, cioè la blockchain, consente di criptare dati sensibili in modo molto più sicuro rispetto ai sistemi attuali, e di validarli conservando l’anonimato dei possessori di quei dati, senza doversi rivolgere a una terza parte che faccia da garante.

In parole povere, visto che banche e istituzioni governative esistono proprio perché finora abbiamo avuto bisogno di loro per garantire l’incolumità e la validità dei nostri dati, con la blockchain ne potremmo fare tranquillamente a meno.

Questo in teoria, appunto…

Nella pratica invece, per sapere se davvero un giorno faremo a meno di banche e governi, non basta accertarci se esista o meno una tecnologia che ci consenta di farlo.

Molto più importante è capire se le persone la adotteranno o meno…

Infatti, può anche esistere una tecnologia rivoluzionaria, ma se nessuno la adotta, questa non rivoluzionerà un bel nulla.

Tutto questo preambolo serve a introdurre un fenomeno che sto osservando da un pò di tempo e che viene abitualmente interpretato in modo positivo, mentre per me costituisce una vera e propria minaccia all’uso delle criptovalute.

Parlo dei tentativi della finanza “normale” di appropriarsi di questo mercato.

Come dicevo, questo fenomeno non viene considerato negativo, anzi…

Tempo fa ad esempio si parlava del fatto che la Società finanziaria fondata dai fratelli Winklewoss aveva chiesto alla SEC (Security and Exchange Commission) il permesso di creare un fondo di investimento in bitcoin.

Quando il fondo dei Winklewoss fu rigettato dalla SEC, il prezzo di bitcoin ebbe un calo notevole.

Si sperava infatti che l’approvazione del fondo da parte della SEC implicasse una indiretta approvazione di bitcoin da parte di questa importante istituzione governativa.

La mancata approvazione implicava al contrario, secondo il senso comune, relegare bitcoin fra i paria degli asset di investimento…

Ci si dimenticava però che bitcoin era nato proprio per fare a meno della finanza tradizionale.

Che valore poteva avere per bitcoin l’approvazione di una istituzione che bitcoin stesso ha il potere di rendere del tutto superata?

Se questa ti sembra solo una questione accademica, ti faccio ora un esempio molto più pratico (e sorprendente) di come la finanza tradizionale e le criptovalute siano incompatibili, dimostrando che quando tentano di avvicinarsi, creano solo storture.

Anche se la domanda dei Winklewoss è stata rigettata dalla SEC, esiste già ora un altro modo per investire in bitcoin attraverso la finanza tradizionale, ed è il Bitcoin Investment Trust della Fidelity (GBTC, nel mercato OTC americano).

Osservando il comportamento di questo fondo, capirai all’istante dove voglio arrivare.

In apparenza, infatti, questo trust è una manna per l’investitore pigro.

Invece di imparare a usare le piattaforme apposite e i wallet per tradare le cirptovalute e conservarle nella blockchain, basta mettere un pò di soldi nel fondo e il gioco è fatto.

Purtroppo però l’investitore pigro è anche quello più soggetto alle fregature

E anche in questo caso, ne abbiamo la conferma…

Il grafico sotto mostra infatti che da giugno il prezzo delle quote di questo trust è arrivato a superare del 100% il prezzo del sottostante, cioè di bitcoin:

Il che significa che chi compra ora quote di questo trust è come se pagasse bitcoin a un prezzo più alto del 100% rispetto all’originale!

Non proprio l’affare del secolo!

Pensare che bitcoin e le altre criptovalute sono state create proprio per evitare le distorsioni della finanza tradizionale, rende ancora più triste e tragico (e anche un pò ridicolo) il fatto che ci siano persone disposte a farsi fregare in questo modo!

E qui torniamo al discorso iniziale…

Come dicevo, finché esisteranno persone del genere, tutta la tecnologia di questo mondo non riuscirà a migliorare di un millimetro le nostre condizioni di vita.

Ed ho il sospetto che, purtroppo, persone del genere siano la maggioranza nella popolazione mondiale.

Mi viene sempre in mente il fatto che da quando Hitler prese il potere (bada bene: attraverso regolari elezioni!) fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, solo il 10% degli Ebrei si rese conto di ciò che succedeva e pensò bene di lasciare la Germania prima che le cose precipitassero.

Solo il 10%…

E questo non vale solo per gli Ebrei, vale per tutta la razza umana.

E’ nella natura umana avere bisogno di sicurezza e stabilità, possibilmente fornite da qualcuno che riteniamo essere migliore di noi…

La maggior parte di noi è disposta a sacrificare anche la propria autonomia per soddisfare questo bisogno.

Ecco perché c’è così tanta gente disposta a pagare bitcoin il 100% più del suo prezzo reale, pur di essere rassicurati dal logo e dal nome di “Fidelity”, la Società di gestione del fondo dotata di tutti i permessi e le approvazioni di rito.

Ora comprendi perché la finanza tradizionale è una minaccia per bitcoin e le criptovalute tanto quanto lo sono gli enti governativi e gli stati?

Il motivo è che, proprio come i governi, anche la finanza tradizionale fa leva sul bisogno di sicurezza e (mi si perdoni) sull’ignoranza delle masse.

E in più la sua affermazione è molto più subdola di quella dei governi.

Una notizia di oggi annuncia il lancio di Hedge Token, un nuovo indice che intende creare, attraverso derivati finanziari, dei benchmark sui prezzi delle principali criptovalute, proprio come, ad esempio, Standard & Poor ha creato un indice delle azioni delle principali società americane.

Anche in questo caso, la notizia viene dipinta come un progresso nell’uso delle criptovalute, ma tutti sappiamo ormai troppo bene che quando una singola istituzione si arroga il diritto di decretare il prezzo unitario di una cosa, si arroga il diritto anche di manipolarlo.

Sottrarre un bene alla continua regolazione del mercato e stabilire che il suo prezzo sarà fissato in base alle quotazioni di derivati finanziari, è il primo passo verso il suo controllo e anche la sua manipolazione.

L’esempio che abbiamo fatto prima del Bitcoin Investment Trust è la facile dimostrazione di quanto la finanza possa falsare il prezzo di qualcosa (e lo sta già facendo, nel caso di bitcoin), anche senza avere la chiara intenzione di manipolarlo.

Cosa succederebbe se il prezzo del Bitcoin Investment Trust (che abbiamo visto essere superiore del 100% rispetto al sottostante) diventasse il benchmark del prezzo di bitcoin al posto del prezzo stabilito tutti i giorni dal mercato?

Ecco, questo è proprio il meccanismo che Hedge Token vorrebbe instaurare. Lo stesso meccanismo perverso che ha prodotto false quotazioni clamorose, come quelle dei metalli preziosi, manipolate da anni dal London Bullion Market sotto il naso degli organismi di controllo.

Morale della favola: come andrà a finire la lotta incessante tra le criptovalute e il mondo finanziario tradizionale approvato dai governi e in combutta con essi per il controllo dei nostri soldi?

Nonostante questo articolo possa far pensare il contrario, non sono così pessimista da ipotizzare che il mondo resterà così com’è.

Nella blockchain c’è posto per tutti e credo che si arriverà a una situazione mista in cui da una parte, governi e istituzioni finanziarie si faranno le loro brave blockchain centralizzate (cioè addomesticate), che conviveranno con le blockchain decentralizzate, le sole che conserveranno tutto il potere “rivoluzionario” di questa tecnologia.

A quel punto, la lotta fra blockchain “buona” e blockchain “cattiva” non verrà più condotta a suon di divieti e imposizioni (che già oggi, come la Cina sta sperimentando sulla sua pelle, si stanno rivelando inutili per combattere la blockchain).

Piuttosto, la lotta si sposterà su campagne di persuasione finalizzate a convincere le persone a usare la blockchain “addomesticata”, che verrà pubblicizzata dai governi, con l’aiuto delle istituzioni finanziarie, come la sola capace di garantire “sicurezza” e “trasparenza”.

In questo scenario non molto lontano, temo che la maggior parte delle persone si farà abbindolare come al solito, barattando, in cambio di questa illusoria sicurezza, la propria autonomia finanziaria e la capacità di maturare rendimenti che oltrepassino i limiti molto ristretti consentiti dalla finanza tradizionale.

Spero però che non siano poche le persone che invece continueranno a sfruttare la blockchain indipendente (quella vera), che è stata creata proprio per consentire alla gente di riprendersi il controllo delle proprie finanze e di riconquistare il potere di generare rendite simili a quelle che i padroni della finanza oggi riescono a ottenere sulle spalle delle persone comuni.

Questa lotta è in corso già oggi.

Come ti ho appena mostrato, esiste già la prima “trappola finanziaria” che sta impedendo a tante persone di sfruttare i vantaggi delle criptovalute. E già altre “trappole” sono in corso d’opera…

Dall’altra parte della barricata però esiste un mondo in pieno fermento, quello delle blockchain e delle relative criptovalute, che ha la capacità di utilizzare a proprio vantaggio le sfide del mondo tradizionale per diventare ogni giorno più forte…

Dice bene l’articolo di Bloomberg dal titolo significativo: “Avanti, vediamo come farete a bannare le ICO!”: “c’è da chiedersi, dice infatti l’articolo, come può un governo vietare un fenomeno che oltrepassa i suoi stessi confini”.

La blockchain e le criptovalute sono qui per restare e governare il mondo. Non ho alcun dubbio su questo.

L’unica differenza sta nel modo in cui verranno adottate dalle persone.

Se diventerà un fenomeno virale come internet, tanto meglio.

Ma c’è anche la possibilità che il senso di insicurezza delle persone prevalga, facendo diventare la blockchain un fenomeno per élite ristrette che grazie ad essa conquisteranno un potere finanziario molto superiore a quello della gente comune, senza però la possibilità di diffondere la stessa libertà e prosperità a una maggioranza che non vorrà saperne di queste “diavolerie”.

In un caso o nell’altro, tu devi fare la tua scelta.

Da quale parte vorrai stare, da quella degli Ebrei che finirono nei lager o quella del 10% che si mise in salvo?

Noi di BlockchainTop stiamo creando una comunità di persone (siamo già vicini a mille partecipanti!) che hanno imparato a utilizzare a proprio vantaggio questa tecnologia innovativa.

Posso dirti perciò per esperienza diretta che immancabilmente chi inizia questo percorso in breve tempo diventa in grado di raggiungere una autonomia finanziaria impossibile da ottenere in altri modi.

Ho visto persone diventare benestanti in 8 mesi e altre recuperare in meno di un anno ingenti somme perse in decenni di scelte sbagliate. Il tutto con una facilità e una velocità che nessun altro strumento di investimento potrà mai garantirti.

Ma queste persone non stanno solo facendo ottimi guadagni.

Stanno imparando a usare il proprio denaro digitale in un modo molto diverso dalla gente comune.

Stanno apprendendo una tecnica nuova di allocazione del capitale e di ripartizione delle risorse nel proprio bilancio familiare che solo con le criptovalute puoi mettere in pratica.

Proprio ciò che i governi e la finanza tradizionale non vorrebbero che tu imparassi!…

Ma qual è il modo più diretto per crearsi queste nuove competenze?

Il primo passo è avere fonti di informazione affidabili e accurate.

Ecco perché abbiamo creato questa newsletter gratuita, BlockchainNews, dove divulghiamo solo le notizie veramente importanti per te, selezionate fra le centinaia di informazioni ridondanti, inutili o inaffidabili che infestano il web.

Se sei già un investitore in criptovalute, con questa newsletter avrai tutte le informazioni che ti servono per orientare i tuoi investimenti.

Se invece non sai ancora quasi nulla di questo mondo, BlockchainNews ti porterà pian piano al livello di consapevolezza necessario per poi “passare all’azione” con sicurezza e senza rischi…

Ti invito perciò, se non lo hai ancora fatto, a iscriverti a BlockchainNews: la newsletter che sarà sempre gratis per te!

Con questo per ora ho finito e ti dò appuntamento al prossimo articolo!

Il team di BlockchainNews

CLICCA QUI PER RICEVERE VIA EMAIL IL NOSTRO PROSSIMO ARTICOLO!

 

 

4 commenti

  1. marco

    1 settimana fa  

    ciao beh da quello che vedo sale tutto mai mettersi short ormai i cigni neri non esistono più e i trend ribassisti durano pochissimo e i prezzi poi risalgono più di prima …..mi dispiace ma sono long tutta la vita su tutto ….non vedo crolli da nessuna parte


    • Admin

      1 settimana fa  

      condividiamo perfettamente!


  2. Nicola

    1 settimana fa  

    Io sono molto interessato a questo tema e spero presto di iscrivermi. Però qualche dubbio ce l’ho soprattutto vedendo i grafici dei prezzi e che la storia si ripete.
    Stanno uscendo criptovalute come funghi ed essendo all’inizio va bene. Tutti comprano anche sull’effetto emotivo.
    Ma poi il dubbio è: ma chi le usa effettivamente, quanti sono. E quindi che valore “intrinseco” hanno? (una cosa il prezzo sul mercato, un’altra il valore sottostante). Se le usano pochi eletti come possono avere valore così crescente?
    Domande lecite credo.
    In ogni caso complimenti perchè state studiando e valutando il fenomeno.


    • Admin

      1 settimana fa  

      quando il prezzo di un bene nasce spontaneamente dal mercato, è sempre difficile stabilire tutti i fattori che partecipano alla sua creazione.
      Nell’economia moderna tutte le scuole di pensiero hanno proposto una specifica spiegazione di come si formano i prezzi. Ma nessuna di queste spiegazioni è esaustiva.
      Resta quindi sempre un fattore di indeterminatezza.
      Nelle cripto, sicuramente esiste una correlazione diretta fra l’aumento dell’uso e l’aumento del prezzo di una valuta.
      Un modo veloce, anche se approssimativo, di mettere in relazione uso e prezzo si ottiene misurando l’uso sotto forma di “market cap”, cioè misurando quanti capitali vengono usati per comprare una certa valuta.
      Questo sito ad esempio mostra, per ogni valuta, i prezzi in bitcoin e dollari e il market cap.
      Da quei grafici si vede in effetti una correlazione tra market cap (quindi l’uso della valuta) e il prezzo, soprattutto nelle variazioni a lungo termine.
      Più in generale, non c’è dubbio che l’aumento costante dei prezzi a lungo termine derivi in buona misura dall’aumento dell’uso.
      Il problema, come dice lei, è: quale tipo di uso?
      Una criptovaluta può essere usata come moneta di scambio, come asset di investimento, come gettone da usare per ricevere servizi, ecc.
      Sicuramente nelle fasi iniziali di un mercato, l’uso speculativo è prevalente sugli altri e contribuisce molto di più alla creazione dei prezzi.
      E’ interessante perciò studiare come evolve la dinamica dei prezzi man mano che un mercato, divenendo maturo, abbandona progressivamente la componente puramente speculativa per far prevalere le altre componenti.
      E’ proprio quanto abbiamo discusso in questo articolo, dove abbiamo confrontato il mercato delle cripto con quello delle dot.com degli anni ’90, individuando le strategie necessarie per investire in questo mercato a lungo termine, in armonia con la sua possibile evoluzione.


Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fiels are marked *

Accedi gratis al report «Guadagnare con le Criptovalute»

Per triplicare il tuo investimento in pochi mesi con questa nuova tecnologia

NO SPAM! I tuoi dati sono al sicuro!

Questo campo è obbligatorio
Immettere un indirizzo e-mail valido
Spuntare questa casella per proseguire
Selezionare un valore dall'elenco
Iscriviti gratis alla Letter «Block Chain News»

Per triplicare il tuo investimento in pochi mesi con questa nuova tecnologia

NO SPAM! I tuoi dati sono al sicuro!

Questo campo è obbligatorio
Immettere un indirizzo e-mail valido
Spuntare questa casella per proseguire
Selezionare un valore dall'elenco