Analisi tecnica criptovalute del 11 aprile 2018 | BlockChain Top

Analisi tecnica criptovalute del 11 aprile 2018

Ethereum Eur

Se c’è una criptovaluta che ha deluso le aspettative di molti amanti della prima (e dell’ultima ora) di questo nuovo mondo tecno finanziario, certamente Ethereum occupa un poso in prima fila soprattutto per le attese che avevano circondato la sua ascesa l’anno scorso come vera alternativa a Bitcoin.

Non è un caso che il secondo cripto ETF quotato a Stoccolma dopo quello su Bitcoin è stato proprio quello con sottostante Ethereum. I volumi sono stati vorticosi fino a gennaio poi i cali importanti in cui è incappato ETH hanno gradualmente espulso gli investitori dal mercato con volumi crollati.

I prezzi sono così tornati in area 300, livelli che non si vedevano da novembre e che servirono da trampolino di lancio per il rally di dicembre 2017.

Adesso però c’è un evento tecnico che fa ben sperare in una reazione di Ethereum, almeno fino alla media mobile a 200 giorni in transito in area 500 Eur. Questa media mobile è importante perché è stato un eccellente supporto fino a marzo, poi il suo cedimento ha innescato quella rapida discesa di cui ancora non si vede la fine.

L’evento a cui facevamo riferimento è una rottura rialzista da parte dell’oscillatore RSI che potrebbe anticipare un analogo movimento dei prezzi ancora attardati rispetto alla bearish trend line. Linea di tendenza attualmente posizionata attorno a 350 Eur e la cui violazione potrebbe sancire un altro evento tecnico di rilievo, questa volta di forza relativa.

Come si vede dalla sezione inferiore del grafico, il rapporto di forza relativa BTC/ETH mostra una forza crescente di Bitcoin da febbraio (servono 17 ETH per 1 BTC); anche qui siamo a ridosso della up trend line ed una rottura verso il basso potrebbe alimentare una nuova fase favorevole ad Ethereum che a quel punto potrebbe cominciare a ridurre in modo più consistente il distacco da Bitcoin

Zcash Eur

Zcash continua a ristagnare sulla base inferiore di questo ampio trading range che sta coinvolgendo ormai la criptovaluta da quasi un anno. Zcash le cui origini provengono da una delle più prestigiose università americane in materia di crittografia, la John Hopkins di Baltimora, ancora non è riuscita a riprendersi dal calo impressionante che dai massimi di gennaio in area 650 ha riportato i prezzi attorno a 150 Eur.

Da maggio dell’anno scorso il rialzo, per chi avesse acquisto 1 Zcash, sarebbe ancora del 50%, ma obiettivamente l’assenza di direzione è evidente.

Se il supporto soprattutto di area 120/130 appare solido, ciò che sembra confortare circa la presenza di una fase di accumulazione in corso è l’andamento dell’oscillatore stocastico.

Come si vede dalla sezione inferiore del grafico l’indicatore sta svoltando verso l’alto dopo aver stazionato nell’area di ipervenduto. Come altre volte durante questi ultimi 12 mesi, da una parte appare improbabile un’ulteriore forte limatura dei prezzi, dall’altra si accrescono le probabilità di rimbalzo. Qualora quest’ultima view prendesso corpo, tra 220 e 250 Eur troviamo le prime importanti proiezioni tecniche di resistenza con cui Zcash dovrebbe fare i conti.

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